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Congresso Europeo GEW 2012: obiettivi e raccomandazioni strategiche

Il secondo Congresso Europeo sulla Global Education, “Education, Interdependence and Solidarity in a Changing World” , tenutosi il 27 e il 28 settembre 2012 a Lisbona, è stato promosso dal North-South Centre del Consiglio d’Europa con il partenariato di Global Education Network Europe e CONCORD Europe, in cooperazione con l’istituto portoghese Camões, la piattaforma NDGO e l’Università di Lisbona, con il supporto finanziario della Commissione Europea.

Il Congresso aveva due obiettivi: valutare lo sviluppo e il progresso della Global Education nei dieci anni passati, dall’adozione della Dichiarazione di Maastricht (2002 - 2012) e garantire l’impegno e il supporto necessario per un ulteriore potenziamento della Global Education fino al 2015 e oltre, con la convinzione principale, tra le diverse enunciate durante il Congresso, che c’è un solo mondo e la Global Education deve impegnarsi ad esserne un’efficace promotrice.

Il Congresso ha identificato cinque raccomandazioni strategiche per raggiungere questo obiettivo. La prima è una strategia nazionale di sviluppo e la conseguente attuazione. Le politiche e i programmi di attuazione, infatti, hanno un importante ruolo nell’assicurare continuità e sviluppo ai meccanismi di supporto della GE. La politica di sviluppo, la condivisione di buone pratiche e lo sviluppo devono essere quindi rinforzati. Importante è anche una riforma curricolare e di formazione a livello nazionale e locale: l’adeguamento delle disposizioni dell’educazione formale e non formale nell’incontrare i bisogni della società contemporanea rappresenta il principale obiettivo di tutti i partecipanti della GE. Una riforma dei programmi d’insegnamento e uno spazio per condividere buone pratiche dovrebbe includere un dialogo sul controllo della qualità dell’educazione globale con impostazioni standardizzate. E’ più che mai necessario dunque lo sviluppo professionale degli educatori e delle loro competenze che devono essere garantite, considerando la complessità delle società europee odierne. Una base comune di politiche pubbliche e di formazione rappresentano un punto importante per tutti gli educatori  nello sforzo condiviso di promuovere la giustizia sociale. E’ importante quindi una corretta qualità di supporto e monitoraggio: la raccolta e le analisi degli insegnamenti appresi, il supporto dell’assicurazione della qualità e le strutture di monitoraggio dovrebbero essere rinforzati per migliorare la politica e la pratica della GE. Infine è fondamentale promuovere campagne di sensibilizzazione e di impegno sociale che richiedono una chiara definizione dei principi e dei problemi collegati alla GE. Una consapevolezza comune e pubblica garantisce un’educazione globale per tutti. Un miglioramento della strategia di comunicazione che includa meccanismi di campagne di sensibilizzazione e impegno sociale è quindi necessaria.

Nell’avvicinare nuovi attori sociali, in particolare i media, è importante chiarire che la GE non raccoglie soldi, o si vuole autopromuovere, ma si sforza di contribuire costruttivamente per un dibattito democratico e critico e per una responsabilizzazione civile.

Rapporto sulla situazione dei migranti in Libia

La Federazione Internazionale della Lega dei Diritti Umani ha presentato giovedì 11 ottobre un rapporto sulla situazione dei migranti in Libia che dimostra la generalizzata criminalizzazione dei migranti. Questo rapporto si basa su una missione d’inchiesta condotta in Siria nel giugno scorso, che delinea un quadro tremendo della situazione di migliaia di migranti sub sahariani detenuti arbitrariamente in campi di “confinamento” dalla primavera del 2011.

Ecco il testo.

Misurare la povertà tra i bambini e gli adolescenti

Segnaliamo l’Innocenti Report Card 10Misurare la povertà tra i bambini e gli adolescenti” pubblicata da UNICEF nel maggio 2012.

Questo rapporto presenta gli ultimi dati comparabili a livello internazionale sulla deprivazione materiale e sulla povertà tra i bambini e gli adolescenti. Insieme, queste due diverse misure offrono un’immagine completa ed esaustiva delle condizioni in cui vivono bambini e adolescenti in alcuni paesi a reddito medio-alto.

I precedenti rapporti di questa serie hanno dimostrato che non riuscire a proteggere i bambini dalla povertà è uno degli errori più costosi che una società possa commettere. Se da una parte il costo diretto ricade sui minori, nel lungo periodo è la società nel suo insieme a pagarne le conseguenze, in termini di basso livello del capitale umano accumulato, di disoccupazione diffusa e bassa produttività, di costi sempre più elevati per la tutela giuridica e sociale, con conseguente riduzione della coesione sociale.

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I Legami che aiutano a crescere

Sabato 21 maggio 2011, alle ore 9,30 a Torino, presso la Piazza dei Mestieri in Via Jacopo Durandi, 13, si svolgerà la presentazione del Dodicesimo rapporto su Torino, a cura della Fondazione Giorgio Rota.

La città sta ancora attraversando l’insidioso terreno della crisi economica. Per andare oltre, per voltare davvero pagina occorre guardare avanti, a progetti in grado di rafforzare quei legami che “tengono insieme” un territorio. Legami sia fisici (i trasporti, le reti telematiche) sia relazionali, in grado di includere persone, gruppi sociali e territori, anziché creare emarginazione. Soprattutto, diventa irrinunciabile puntare con decisione su una risorsa sempre più rara e preziosa, i giovani, veri artefici dello sviluppo e, quindi, del futuro. In occasione della dodicesima edizione, il Rapporto dedica quasi metà delle pagine ai giovani, italiani e stranieri; in particolare, attraverso un’indagine per capire quali siano le condizioni di vita  e lavorative dei ragazzi che vivono a Torino e nei comuni dell’area metropolitana, i loro progetti, le attese, il rapporto con la città, le opinioni, gli orientamenti riguardo al futuro.
  
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Rom, Sinti e Caminanti in Italia

Si terrà lunedì 4 aprile alle ore 11,00 presso il Municipio di Torino, Sala delle Colonne, in Piazza Palazzo di Città, 1 la presentazione del Rapporto conclusivo dell’indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia.

Intervengono:
Sergio Chiamparino (Sindaco della Città di Torino)
Pietro Marcenaro (Presidente della Commissione diritti umani del Senato)
Alberto Di Pace (Prefetto di Torino)
Giovanna Zincone (Presidente di FIERI)
 
Per informazioni: dirittiumani@senato.it 06.6706.5299

Ufficio stampa: alessandra.pugliese@senato.it 347.6542592

Piemonte Immigrazione - Rapporto 2009

E’ in programma per il 5 novembre 2010 alle ore 9.00, presso il Centro Congressi Torino Incontra, in Via Nino Costa 8 a Torino, la presentazione ufficiale del Rapporto 2009 dell’Osservatorio Interistituzionale sugli Stranieri.

Promosso dalla Prefettura con lo scopo di raccogliere in una pubblicazione di facile consultazione i dati più significativi sulla presenza degli immigrati, l’Osservatorio si è arricchito nel tempo di notizie che hanno reso più ampiamente leggibili le tematiche evolutive del fenomeno nel nostro territorio. 

 Scarica il volantino dell’evento.

Stranieri si nasce… e si rimane?

E’ disponibile il rapporto di ricerca “Stranieri si nasce… e si rimane? Differenziali nelle scelte scolastiche tra giovani italiani e stranieri“, realizzato e pubblicato nell’ambito di un progetto di ricerca della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariplo.

Nell’abstract del rapporto si legge: “Un’ampia letteratura evidenzia il profondo divario tra studenti italiani e stranieri nelle scelte dei percorsi scolastici successivi alla licenza media. Questo differenziale riguarda sia la decisione di interrompere la carriera scolastica, sia le preferenze sulla scuola nella quale proseguire gli studi, in particolare tra quelle orientate a garantire sbocchi professionali immediati (istituti tecnici e professionali) e quelle che preparano alla continuazione del percorso formativo (licei). Le analisi presentate in questo lavoro, basate su dati di fonte istituzionale, confermano che le differenti scelte scolastiche degli studenti italiani e stranieri sono pesantemente influenzate, al netto dei tradizionali fattori, status culturale ed economico e abilità scolastica, dal fatto stesso di essere stranieri. A parità delle altre condizioni, si riscontra una discriminazione specifica nei confronti dei cittadini stranieri che sono quindi portati a “rivedere al ribasso” i propri percorsi formativi (maggiore probabilità di abbandonare, minore probabilità di avviare un percorso che possa proseguire fino all’università). Questa situazione, oltre a rappresentare un fattore di iniquità sociale, configura un utilizzo inefficiente delle risorse costituite dalle abilità degli studenti stranieri.”

Scarica l’intero rapporto.

Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano

Il Servizio Statistico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il rapporto sugli Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano 2008/2009.

Comme si legge nel rapporto, gli alunni con cittadinanza non italiana in Italia, nell’anno scolastico 2008/09, sono aumentati mediamente del 9,6% (circa 629mila stranieri iscritti rispetto ai 574mila del 2007/08). L’incremento maggiore si è registrato nella scuola dell’infanzia con il 12,7%, seguito da quello della scuola secondaria rispettivamente con il 10,8% per il I grado e il 9,3% nel II grado, mentre nella scuola primaria l’incremento è stato soltanto del 7,6%.

[Scarica il rapporto]

Il Rapporto sulla scuola in Italia 2009

Per ridurre i profondi divari territoriali della scuola italiana è necessario perseguire in primo luogo due obiettivi: (i) migliorare i livelli di apprendimento degli studenti in tutto il Paese, in particolare, di coloro che oggi si situano sotto la soglia minima delle competenze definita a livello internazionale (in alcune regioni del Sud superano il 30%), (ii) contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico (il 20% non raggiunge un diploma di secondaria superiore), che pone l’Italia fuori dalla norma europea. Con la consapevolezza, fondata su risultati di ricerca, che questi obiettivi non contrastano con la ricerca dell’eccellenza. Al contrario, qualità ed equità della scuola oggi possono e devono procedere insieme.

Si tratta di una priorità nazionale, a cui il futuro federalismo scolastico - previsto dalla riforma del Titolo V della Costituzione e di prossima attuazione – è in grado di dare risposte positive. A condizione di essere un processo ben governato e in grado di responsabilizzare tutte le regioni: un federalismo “per abbandono” potrebbe, invece, aggravare i divari della scuola.

Sono le principali raccomandazioni di politica scolastica che discendono dalle ricerche contenute nel Rapporto sulla scuola in Italia 2009 della Fondazione Giovanni Agnelli.

Il nuovo Rapporto è stato presentato in anteprima nazionale a Roma dal direttore dell’istituto di ricerca torinese, Andrea Gavosto, presso la sede degli Editori Laterza, per i cui tipi sarà in libreria ai primi di marzo. I lavori sono stati aperti da Alessandro Laterza. Alla presentazione hanno partecipato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, Maria Sole Agnelli e John Elkann (presidente e vicepresidente della Fondazione Agnelli).

Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

Un buon contributo alla definizione di un piano nazionale per l’integrazione può venire dall’analisi dell’esperienza del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Perché se è vero che lo SPRAR si occupa di un gruppo particolare di persone – i richiedenti e i titolari di protezione internazionale – ben distinto e circoscritto rispetto al fenomeno migratorio nel suo insieme, è altrettanto vero che l’esperienza pluriennale dello SPRAR è per certi versi paradigmatica e molti sono gli elementi di interesse che questa può offrire, anche in uno scenario più ampio.

Il Rapporto annuale dello Sprar può rappresentare dunque lo strumento per conoscere più a fondo un’esperienza di governance in campo sociale tra le più avanzate e innovative presenti oggi in Italia, anche al fine di trarne elementi strategici e punti di forza utili ad affrontare la sfida dell’integrazione più in generale.

I dati del Rapporto evidenziano anche i problemi tuttora aperti per la tenuta del Sistema. Resta in primo luogo aperta la necessità, già sottolineata nella scorsa edizione del Rapporto, di uniformare i percorsi e gli interventi attraverso una messa in rete sistematica dello SPRAR con gli altri interventi attivati per la protezione dei richiedenti e titolari di protezione internazionale. È essenziale, cioè, riportare tutte le diverse misure nella cornice di un “sistema asilo nazionale”, in un’ottica di ottimizzazione di risorse, energie, saperi e competenze.