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Generation what? Arabic: online in 8 paesi

generation what

Generation What? Arabic è un interessante progetto crossmediale che mette sotto i riflettori la generazione dei millennials offrendo a giovani di Egitto, Libia, Palestina, Algeria, Giordania, Libano, Marocco e Tunisia di partecipare ad un sondaggio di 167 domande scritte con il supporto di sociologi e adattate al contesto culturale e politico di ciascun paese. Questo sondaggio copre tutti i campi rilevanti: la relazione dei millennials con la loro famiglia, la società, il lavoro, l’età adulta, l’amore, il futuro, l’identità nazionale e culturale e altro ancora.

Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è promosso da EBU, ASBU e COPEAM, insieme alle società di produzione francesi Upian e Yami 2.

Clicca qui per maggiori informazioni

Rapporto sulla situazione dei migranti in Libia

La Federazione Internazionale della Lega dei Diritti Umani ha presentato giovedì 11 ottobre un rapporto sulla situazione dei migranti in Libia che dimostra la generalizzata criminalizzazione dei migranti. Questo rapporto si basa su una missione d’inchiesta condotta in Siria nel giugno scorso, che delinea un quadro tremendo della situazione di migliaia di migranti sub sahariani detenuti arbitrariamente in campi di “confinamento” dalla primavera del 2011.

Ecco il testo.

Tunisia, Egitto, Libia. Domande di un lettore di annuari

Articolo di Francesco Ciafaloni

pubblicato sul sito: www.sbilanciamoci.info

01/03/2011

Tunisia, Egitto, Libia. Domande di un lettore di annuari

Economia, demografia, sviluppo. Qualche riflessione sulle rivoluzioni in corso a partire dalla lettura dei numeri di un annuario.

Il mondo si muove. Il Mediterraneo cambia faccia. Chiusi in questo nostro vecchio paese abbiamo guardato il rovesciamento del despota ladro di Tunisi; la vitalità e maturità delle ragazze e dei ragazzi, e di qualche vecchia, straordinaria, signora, di piazza Tahrir: settimane e settimane di protesta senza violenza, fino al riconoscimento; gli scontri nello Yemen, cominciati mezzo secolo fa, ma forse vicini a una svolta; le manifestazioni in Bahrein. Ultima, per ora, la Libia si distingue per la quasi completa mancanza di informazioni dirette. E’ stato e resta il paese più chiuso, più dittatoriale. Certo ci sono molti morti: basterebbero quelli fotografati per farne l’episodio più sanguinoso della rivolta araba. Ma non c’è modo di capire se c’è mascheramento o esagerazione. Ad oggi i giornalisti italiani che sono stati invitati dal Governo libico – Matteuzzi, Caccia e gli altri – hanno scritto che non si vede nulla.

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Suffering of Refugees in Gaddafi’s Libya

Fonte: Fortress Europe - L’Osservatorio sulle vittime dell’emigrazione

Rapporto di Human Rights Watch: scacciati e schiacciati

humanwatchL’Italia intercetta migranti e richiedenti asilo africani sui barconi, manca di valutare se possano considerarsi rifugiati o siano bisognosi di protezione e li respinge con la forza in Libia, dove in molti sono detenuti in condizioni inumane e degradanti e vengono sottoposti ad abusi. È quanto afferma Human Rights Watch nel suo ultimo rapporto “Scacciati e schiacciati: l’Italia e il respingimento di migranti e richiedenti asilo, la Libia e il maltrattamento di migranti e richiedenti asilo“.

Un documento di 92 pagine che esamina il trattamento di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Libia attraverso gli occhi di coloro che sono riusciti ad andarsene e si trovano ora in Italia o a Malta. Il rapporto documenta anche la pratica italiana di intercettare barconi pieni di migranti in alto mare e respingerli in Libia senza le dovute verifiche.”Scacciati e schiacciati” si basa su 91 interviste a migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Italia e a Malta, condotte principalmente nel maggio 2009, e un’intervista telefonica con un migrante detenuto in Libia. Human Rights Watch ha visitato la Libia in aprile, ma le autorità libiche non hanno permesso all’organizzazione di intervistare i migranti garantendo la loro riservatezza e nemmeno, nonostante le ripetute richieste, di visitare alcun centro di detenzione per migranti in Libia.

Daniel” (tutti i nomi sono stati modificati), un Eritreo di 26 anni intervistato in Sicilia, ha riferito a Human Rights Watch come le autorità maltesi abbiano intercettato la barca su cui viaggiava, trainandola verso un’imbarcazione libica che ha poi riportato il suo gruppo in Libia: “Eravamo veramente stanchi e disidratati quando siamo arrivati in Libia. Io ho pensato: se mi picchiano, non sentirò niente. Non c’erano dottori, nessun aiuto, solo polizia militare. Hanno iniziato a prenderci a pugni. Ci dicevano: credevate di andare in Italia, eh? Ci prendevano in giro. Eravamo assetati e loro ci picchiavano con bastoni e ci tiravano calci. Per circa un’ora hanno piacchiato tutti quelli che erano sulla barca”.

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