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Progetto Salemm

La questione dei migranti minori non accompagnati (MNA) è di grande attualità, se si considera che l’Unione Europea rappresenta una destinazione, in maniera sempre più crescente, per migliaia di minori separati dai loro genitori o da altri membri della famiglia, provenienti soprattutto dalle regioni dell’Africa del Nord.
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Il progetto SALEMM intende ridurre la vulnerabilità dei minori/giovani alla migrazione irregolare, attraverso il rafforzamento dei sistemi d’inclusione sociale, culturale ed economica nei territori d’origine, coinvolgendo Attori Pubblici (AP) e della Società Civile (ASC) nella costruzione di un sistema di servizi sociali di prossimità in Egitto, Marocco e Tunisia.

Propensione ed esperienza migratoria dei minori Marocchini, Tunisini ed Egiziani

Siamo lieti di segnalare il seminario di presentazione della ricerca “Propensione ed esperienza migratoria dei minori Marocchini, Tunisini ed Egiziani” organizzato dal Fondo Provinciale Milanese per la Cooperazione Internazionale e ANOLF Piemonte nell’ambito del progetto SALEMM – Solidarité Avec Les Enfants du Maghreb et Mashreq, grazie alla collaborazione e al supporto di numerosi enti pubblici e del privato sociale delle aree di Milano e Torino. Il seminario si svolgerà il 21 Maggio 2015 alle ore 14.30 presso il Campus Luigi Einaudi (aula F4), in Lungo Dora Siena 100, a Torino.

La ricerca, che si pone l’obiettivo di esplorare le rappresentazioni della migrazione e il ruolo che essa gioca nel processo di crescita dei giovani nella regione del Maghreb/Mashreq, è caratterizzata da una duplice finalità: aiutare a leggere le trasformazioni più generali che interessano oggi i Paesi di origine dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) e fornire agli operatori e ai decisori politici alcune linee guida per un’ azione finalizzata alla prevenzione della migrazione illegale dei minori.

Scarica il programma dell’evento.

Per iscrizioni scrivere a: anolf.piemonte@libero.it

Lives Re-veiled: il velo nel Mediterraneo

Mercoledì 20 luglio, presso la Casa del Quartiere in via Morgari 14, alle ore 21:15, si svolgerà la serata conclusiva del progetto Lives Re-veiled: an enquire about the veil across Mediterranean, durante la quale sarà proiettato il documentario di Rehab Kader, Mustapha Oukwis e Giuliano Girelli, realizzato nell’ambito di tale progettazione.

Il progetto, co-finanziato dalla Fondazione Anna Lindh, è stato realizzato da Istituto Paralleli (Torino), M.A.I.S. ONG (Torino), Kenana Association for Sustainable Community Developmen (Sohag-Egitto), CICSENE (Torino), APPSDS - Association pour la promotion de la scolarisation et le développement social (Khouribga-Marocco) e Idea Lavoro Onlus (Torino) .

Il progetto “Lives Re-veiled” è nato con l’obiettivo di promuovere una migliore comprensione della diversità culturale e sociale lungo le due sponde del Mediterraneo, di fronte a una questione complessa e importante come quella dell’uso del velo.

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Tunisia, Egitto, Libia. Domande di un lettore di annuari

Articolo di Francesco Ciafaloni

pubblicato sul sito: www.sbilanciamoci.info

01/03/2011

Tunisia, Egitto, Libia. Domande di un lettore di annuari

Economia, demografia, sviluppo. Qualche riflessione sulle rivoluzioni in corso a partire dalla lettura dei numeri di un annuario.

Il mondo si muove. Il Mediterraneo cambia faccia. Chiusi in questo nostro vecchio paese abbiamo guardato il rovesciamento del despota ladro di Tunisi; la vitalità e maturità delle ragazze e dei ragazzi, e di qualche vecchia, straordinaria, signora, di piazza Tahrir: settimane e settimane di protesta senza violenza, fino al riconoscimento; gli scontri nello Yemen, cominciati mezzo secolo fa, ma forse vicini a una svolta; le manifestazioni in Bahrein. Ultima, per ora, la Libia si distingue per la quasi completa mancanza di informazioni dirette. E’ stato e resta il paese più chiuso, più dittatoriale. Certo ci sono molti morti: basterebbero quelli fotografati per farne l’episodio più sanguinoso della rivolta araba. Ma non c’è modo di capire se c’è mascheramento o esagerazione. Ad oggi i giornalisti italiani che sono stati invitati dal Governo libico – Matteuzzi, Caccia e gli altri – hanno scritto che non si vede nulla.

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