Oltre le migrazioni

Oltre le migrazioni

Global Education Week

Bella Presenza

Archivio

Gew

restorlogo

Dites non à la discrimination

Alcuni nostri progetti sono sostenuti da

comp_sanpaolo

Ordine Internazionale degli Anysetiers

Fondazione CRT


e godono del patrocinio di

Consiglio Regionale del Piemonte

citta-torino


uff-scolastico


Presentazioni del volume “Il pianeta stretto”

Due eventi sono organizzati a Torino in occasione dell’uscita del volume di Massimo Livi Bacci “Il pianeta stretto”, edito da Il Mulino:

  • Una prima presentazione, giovedì 17 marzo 2016 alle ore 17, nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze (Via Accademia delle Scienze 6). Saranno presenti, oltre all’autore, Mario Deaglio e Giovanna Zincone; presiederà Alberto Piazza. Info qui
  • Un seminario di discussione, venerdì 18 marzo 2016 alle ore 10.30, nella Sala Lauree Rossa Grande del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100). Introduce Giovanna Zincone e discutono, oltre all’autore, Egidio Dansero e Roberta Ricucci.  Info qui

Fra una sola generazione la Terra conterà due miliardi e mezzo di persone in più. Mentre la popolazione nei paesi ricchi rimarrà quasi stazionaria e invecchierà, nei paesi poveri raddoppierà o triplicherà addirittura in aree più deprivate. Livi Bacci analizza le implicazioni di uno sviluppo demografico così squilibrato per la stabilità sociale interna ai vari paesi, per le migrazioni internazionali e i rapporti di forza tra le nazioni oltre che, naturalmente, per l’ambiente.

Tunisia, Egitto, Libia. Domande di un lettore di annuari

Articolo di Francesco Ciafaloni

pubblicato sul sito: www.sbilanciamoci.info

01/03/2011

Tunisia, Egitto, Libia. Domande di un lettore di annuari

Economia, demografia, sviluppo. Qualche riflessione sulle rivoluzioni in corso a partire dalla lettura dei numeri di un annuario.

Il mondo si muove. Il Mediterraneo cambia faccia. Chiusi in questo nostro vecchio paese abbiamo guardato il rovesciamento del despota ladro di Tunisi; la vitalità e maturità delle ragazze e dei ragazzi, e di qualche vecchia, straordinaria, signora, di piazza Tahrir: settimane e settimane di protesta senza violenza, fino al riconoscimento; gli scontri nello Yemen, cominciati mezzo secolo fa, ma forse vicini a una svolta; le manifestazioni in Bahrein. Ultima, per ora, la Libia si distingue per la quasi completa mancanza di informazioni dirette. E’ stato e resta il paese più chiuso, più dittatoriale. Certo ci sono molti morti: basterebbero quelli fotografati per farne l’episodio più sanguinoso della rivolta araba. Ma non c’è modo di capire se c’è mascheramento o esagerazione. Ad oggi i giornalisti italiani che sono stati invitati dal Governo libico – Matteuzzi, Caccia e gli altri – hanno scritto che non si vede nulla.

Continua a leggere