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D’estate al Nostro Pianeta

Nell’atrio del primo piano della palazzina di Corso Cadore dove ha sede l’associazione Il Nostro Pianeta alle 10 del mattino arrivano in molti.

Pochi minuti e nella stanza più grande, nell’auletta sul lato opposto, persino nell’ufficio e nell’atrio, dappertutto ai tavoli sono seduti ragazze e ragazzi, con i libri aperti davanti, che studiano, leggono e scrivono sotto la guida di volontari e di altri giovani, che sono qui per l’alternanza scuola/lavoro.

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In fondo al corridoio, c’è anche un’altra piccola aula, quella con l’aria condizionata, molto ambita nelle giornate caldissime di questo inizio d’estate: qui ci sono altri ragazzi, ma anche un tavolo di bambini delle elementari.

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L’attività dell’associazione, che durante l’anno si occupa di orientare, inserire e accompagnare nel percorso scolastico i ragazzi non madrelingua italiana, prosegue dopo la chiusura delle scuole: quest’anno, dal 19 al 23 giugno mattina e pomeriggio e dal 26 giugno fino al 14 luglio al mattino.

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Alcuni degli studenti che oggi sono qui sono stati seguiti durante l’anno scolastico con lezioni di supporto personalizzate in collaborazione con la scuola in cui sono stati inseriti; ora che le lezioni sono finite, vengono per essere aiutati se hanno avuto un debito, oppure se devono fare un esame integrativo o anche soltanto se hanno bisogno di esercitarsi in italiano.

Altri sono arrivati in Italia da pochi mesi, conoscono pochissimo la lingua e si preparano per l’inserimento a scuola a settembre; ma ci sono anche fratellini e sorelline, che vengono qui al seguito dei fratelli più grandi e che magari la mattina fanno attività di potenziamento dell’italiano e nel pomeriggio partecipano all’Estate ragazzi del loro quartiere. Un modo anche questo per migliorare le competenze linguistiche dei bambini senza che debbano rinunciare a giocare, al tempo stesso risolvendo ai genitori che lavorano il problema della gestione dei figli dopo la fine della scuola.

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D’estate infatti è difficile trovare un luogo in cui poter studiare e soprattutto potenziare l’italiano, che è la prima esigenza di questi ragazzi di altra madrelingua. I corsi di recupero organizzati dalle scuole hanno altre finalità, più strettamente disciplinari, e spesso escludono l’italiano; i CPIA sono chiusi.

I ragazzi e i bambini che vengono seguiti dall’associazione sono delle più diverse provenienze: vengono dal Perù, dal Senegal, dalle Filippine, da Egitto, Albania, Romania, Messico, Colombia, Camerun, Repubblica del Congo. Vanno a scuola, in classi in cui a volte sono stati inseriti ad anno scolastico in corso; oppure sono qui da qualche anno, ma ancora faticano con la lingua o con alcune materie; altri sono appena arrivati in Italia e praticamente non parlano italiano.

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Qui trovano volontari e peer tutor che li seguono con percorsi personalizzati, spesso concordati con le scuole di provenienza e che impostano con loro il lavoro che dovranno proseguire da soli da metà luglio in poi.

L’ultima settimana di agosto però, dal 24 del mese, quanti tra loro hanno un debito formativo o devono fare un esame integrativo potranno tornare per un ripasso finale prima delle prove.

A loro auguriamo un meritato successo.

a cura di Rossana Leporati

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