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Torino la mia città

ALFABETIZZAZIONE E  PERCORSI DI CITTADINANZA ATTIVA
PER DONNE NORDAFRICANE

Iniziato nell’anno 2000, il Progetto “Torino la mia città” svolge da quindici anni un’importante azione sul territorio cittadino per facilitare l’integrazione nella nostra società delle donne immigrate da paesi nordafricani di cultura islamica, accompagnate dai loro bambini in età prescolare per i quali è previsto il servizio di baby-sitting.

Perché ci rivolgiamo a donne immigrate da paesi islamici

Si tratta tuttora di una fascia di popolazione particolarmente debole: infatti queste donne, giunte generalmente in Italia per ricongiungimento familiare, difficilmente accedono a scuole di italiano per stranieri. Per motivi culturali e familiari, non sono abituate a frequentare ambienti misti, non visti di buon occhio dai loro mariti, che in più non ritengono necessaria la loro alfabetizzazione in lingua italiana. Inoltre, essendo per lo più madri di famiglia, sono accompagnate da bambini in età prescolare che non sanno a chi affidare.

Noi crediamo invece che proprio l’essere donne e madri costituisca un grosso stimolo per aprire la propria mente e il proprio cuore alle possibilità e ai valori che vengono offerti dal paese in cui vivono e con cui esse stesse ed i figli sono chiamati a interagire.

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La finalità del progetto

è quella di far compiere alle donne che si iscrivono ai nostri corsi i primi passi di un processo di adattamento e di integrazione nella società italiana che, pur nel rispetto della cultura di origine, riesca ad infrangere i muri di paura e diffidenza che molto spesso sono il più serio impedimento ad un percorso di inserimento.

Si tratta di un’occasione preziosa per le donne arabofone di frequentare regolarmente, con l’approvazione dei mariti e senza separarsi dai bambini più piccoli che ancora non frequentano la scuole dell’infanzia, lezioni di lingua italiana, di aritmetica e di educazione civica (con possibilità di accedere all’esame finale di licenza media o di lingua A2 presso i CTP) e ad intraprendere un percorso di educazione alla cittadinanza attraverso incontri con esperte dei servizi socio-sanitari, leggi della migrazione, normative del lavoro, dialogo fra le religioni, oltre che con insegnanti delle scuole, pedagogiste e psicologhe interculturali. Tutti gli interventi sono approfonditi in successive conversazioni guidate, attraverso le quali le iscritte possono discutere dei temi trattati aprendosi a nuove prospettive, condividendo esperienze, difficoltà e progetti.

Inoltre durante l’anno si organizzano visite guidate alla Torino storica e ai suoi musei.

Le donne iscritte sono ogni anno più di 300, accompagnate da 180/ 200 bambini.

Le attività si svolgono ad oggi in quattro sedi nei quartieri a più alto tasso d’immigrazione (Barriera di Milano/Porta Palazzo, San Donato, Lingotto, Vanchiglia). Operiamo in una Biblioteca Civica, in un oratorio e in due sedi di quartiere.

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Obiettivi raggiunti

  1. In quindici anni di attività più di 2000 donne nordafricane hanno trovato il coraggio di uscire di casa per imparare l’italiano e per confrontarsi tra di loro e con donne italiane sulle loro problematiche familiari e di integrazione, con un percorso di crescita personale che ha permesso di abbattere diffidenze reciproche e costruire rapporti di fiducia e di collaborazione che le hanno aiutate a sentirsi cittadine consapevoli e attive, al punto che alcune di loro hanno iniziato a collaborare attivamente al progetto lavorando come mediatrici, educatrici o baby-sitter.
  2. Il tutto è avvenuto nel rispetto delle loro condizioni di vita culturali e sociali.
  3. Fra il gruppo di lavoro e le iscritte si sono creati legami interpersonali corretti, affettuosi e continuativi che sono esempi di buon comportamento sociale e di vicinanza reciproca.
  4. La nostra modalità di intervento è divenuta negli anni un modello seguito sia in Piemonte che in altre regioni italiane

Il gruppo di lavoro

Le attività sono gestite e animate con entusiasmo e competenza da un gruppo di lavoro di 35 persone sia italiane che nordafricane fra insegnanti, mediatrici culturali, educatrici pari, baby-sitter.

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