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Questioni di metodo

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Questioni di metodo


Il manuale che qui presentiamo nasce dall’intenzione di documentare il lavoro compiuto nell’area torinese, grazie anche al Progetto Orientamento e Successo Formativo (P.O.S.F), da un gruppo di insegnanti di scuola secondaria di secondo grado, per insegnare in classi che vedono presenti allievi di provenienze culturali assai più plurali che nel passato. Torino ha visto negli anni ‘60 le classi delle proprie scuole abitarsi di ragazzi campani, calabresi, siciliani i cui genitori erano richiamati al Nord dal processo dell’industrializzazione: la popolazione scolastica è raddoppiata, si sono costruiti nuovi edifici scolastici, si è imparato a insegnare in modo diverso, tenendo conto delle variabili dialettali, delle pronunce, delle tradizioni. Oggi l’immigrazione da altri paesi ci offre una possibilità analoga. Inoltre non abbiamo da costruire nuovi edifici, perché i figli degli immigrati seggono attorno a banchi che le famiglie italiane avrebbero lasciato vuoti per il calo demografico che sta contraddistinguendole.
Ogni capitolo di questo manuale è corredato da uno o più ”casi”, storie di ragazzi/e, di famiglie, storie nelle quali emerge, inevitabilmente, la professionalità di chi nella scuola lavora (docenti, operatori …) e di chi con la scuola lavora (centri, enti, educatori …). Professionalità, appunto! Un lavoro costante e tuttaltro che sommerso, fatto di principi teorici, criteri metodologici, prassi e teorie che si applicano quotidianamente alla volontà di dare vita a un’efficace azione didattica che, tra l’altro, nel complesso ambito dell’immigrazione, richiede una particolare attenzione alla duplice dimensione: diacronica (la Storia e i suoi sviluppi) e sincronica (le storie dei singoli e delle loro relazioni).

Un manuale che è anche un progetto:
Perché parlare di progetto se ciò che presentiamo è già il risultato di un nostro lavoro?
Perché sappiamo che altri insegnanti, in altre parti d’Italia, in condizioni operative forse diverse ma pur sempre confrontabili con le nostre, si stanno misurando con gli stessi problemi e vorremmo mettere in comune le nostre esperienze, confrontare i diversi approcci, convinti che da questo confronto possa uscire rafforzato e più chiaramente definito il nucleo più profondo della professionalità didattica.
Consideriamo pertanto “La scuola inclusiva nell’Italia che cambia. Manuale per insegnanti” come un’attività in divenire, un’opera aperta a tutti coloro che pensano che la professionalità didattica abbia molto da dire e da fare per comprendere e costruire la coesione sociale nel nostro Paese diventato pluralistico oggi più ancora che nel passato. Una volta esplicitati gli scopi, gli obiettivi di questa nostra iniziativa e il modo di farla funzionare, risulteranno più chiare anche la sua morfologia e la modalità di realizzazione.

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