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La presa in carico - punto di vista

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Il punto di vista dell’insegnante

La presa in carico: didattica e suggerimenti



Molte volte, di fronte al/la ragazzo/a straniero, specie se di recente arrivo in Italia, si può pensare che occorra qualcosa di speciale, mentre in realtà qualsiasi classe prima o un trasferimento da altre scuole ci pongono la medesima difficoltà: solo dopo aver capito qual è il retroterra culturale e scolastico possiamo iniziare il normale lavoro didattico.
L’alunna/o straniero spesso riserva piacevoli sorprese, perchè in alcune materie può avere una buona preparazione di base. È importante amalgamare le sue conoscenze con quelle della media della classe in cui è inserito e intervenire invece sulle discrepanze e soprattutto sulla lingua. Diventa essenziale motivare la partecipazione dell’allievo per se stesso, per i compagni e il gruppo di insegnanti.
È bene che gli insegnanti siano pronti ad inserirlo, sapendo con chiarezza quali sono le competenze che sono già in suo possesso e quelle su cui lavorare, che il nuovo arrivato abbia una sua programmazione (crediti già acquisiti, interventi di sostegno linguistico programmati, sospensione del giudizio o utilizzo del 20%…) e che quindi i docenti sappiamo come debbano intervenire con lui, utilizzando, ad esempio, una programmazione differenziata, dei materiali semplificati possibilmente già disponibili, il calendario degli interventi previsti specificamente per gli alunni non madrelingua, inserendo inoltre la/il ragazzo/a nelle attività di recupero e/o potenziamento già previste per la classe. Può essere utile che gli insegnanti utilizzino modalità di lavoro specifiche, come attività di gruppo in cooperative learning, in cui le diverse capacità possono essere valorizzate: ciò aiuterebbe i ragazzi non madrelingua a esplicitare le loro potenzialità e inserirsi con più facilità nel gruppo classe.

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