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La presa in carico

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La presa in carico

Didattica e suggerimenti


Dopo la scelta della classe in cui saranno inseriti, gli alunni di cittadinanza non italiana devono essere presi in carico dall’intero Consiglio di Classe. La commissione accoglienza e/o il referente per gli alunni stranieri della scuola fanno pervenire al Consiglio di Classe interessato una scheda informativa per ciascuno degli studenti di nazionalità non italiana inseriti nella classe. Tale scheda conterrà informazioni sulle esperienze scolastiche pregresse, possibili situazioni di disagio familiare e/o personale, i risultati conseguiti nei test d’ingresso, l’eventuale proposta di inserimento nei corsi di italiano L2 organizzati dalla scuola, le indicazioni per la stesura di un PEP.
Soltanto avendo chiaro il retroterra culturale e scolastico dei propri alunni non madrelingua, infatti, il Consiglio di Classe potrà dare inizio a un lavoro didattico produttivo ed efficace.
Nelle prime fasi dell’inserimento degli alunni non madrelingua, tutti i docenti del Consiglio di Classe devono cercare di individuare i bisogni formativi dello/la studente/ssa e, se necessario, procedere all’elaborazione di un PEP, allo scopo di incoraggiare e sostenere l’alunna/o, favorendone il successo scolastico. I docenti del Consiglio devono permettere agli studenti non madrelingua di partecipare ai corsi di italiano L2 anche in orario curricolare; devono, inoltre, coinvolgerli nelle attività di recupero e/o potenziamento già previste per la classe. Sarebbe poi, auspicabile l’elaborazione di materiali “facilitati” o, meglio, realizzati seguendo la metodologia della “scrittura controllata”, allo scopo di agevolare lo studio delle varie discipline, in particolare di quelle più specifiche. Può essere, altresì, utile che gli insegnanti utilizzino modalità di lavoro, come il cooperative learning (cfr. Il cooperative learning nelle società mlticulturali. Una prospettiva critica, a cura di Francesca Gobbo, ed. Unicopli, Milano, 2010), in cui le diverse capacità degli allievi possono essere valorizzate: ciò aiuterebbe i ragazzi non madrelingua a esplicitare le loro potenzialità e inserirsi con maggiore facilità nel gruppo classe.
L’inserimento dell’alunna/o non madrelingua può essere facilitato dalla presa in carico da parte sia di un insegnante del Consiglio di Classe (o di un docente della Commissione accoglienza), sia di un eventuale peer tutor all’interno della scuola. Le figure del Tutor e del peer tutor hanno il compito di accompagnare lo/la studente/ssa straniero alla scoperta della nuova realtà scolastica e sociale. In questo modo l’alunna/o di cittadinanza non italiana potrà contare su punti di riferimento precisi così da non essere sopraffatto dal disorientamento e dall’incertezza che inevitabilmente accompagnano l’ingresso in un microcosmo sconosciuto e “straniero”.


Il punto di vista dell’insegnante - La presa in carico: didattica e suggerimenti


La presa in carico - Materiali segreterie e Consiglio di Classe, modulistica multilingue


La presa in carico - Interventi


Adattare il curricolo


Corso di Italiano L2

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