Oltre le migrazioni

Oltre le migrazioni

Global Education Week

Archivio

Gew

restorlogo

Dites non à la discrimination

Alcuni nostri progetti sono sostenuti dalla

comp_sanpaolo

Fondazione CRT


e godono del patrocinio del

citta-torino


uff-scolastico


Valutazione delle competenze

logo-manuale-banner-web1

Valutazione delle competenze degli alunni non madrelingua



Il D.P.R. n. 394 31/08//1999, art. 45, comma 2, afferma che: «i minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il Collegio Docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto: dell’ordinamento degli studi del paese di provenienza dell’alunna/o, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica; dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunna/o; del corso di studi eventualmente seguito dall’alunna/o nel paese di provenienza; del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunna/o».
Per quanto concerne l’ordinamento degli studi del paese di provenienza e, di conseguenza, la validità dei titoli di studio conseguiti nel paese d’origine si rimanda alla pubblicazione “Un mondo di scuole” realizzata da RUE – Risorse Umane Europa ma anche al regolamento concernente il riconoscimento dei titoli di studio accademici conseguiti in paesi europei ed extraeuropei, DPR 189/2009.

Per quanto riguarda, invece, la valutazione delle competenze, appare necessario definire cosa s’intenda per “competenza”: ricordiamo che essa è il frutto della combinazione di “conoscenze” (il Sapere) e di abilità/capacità (il Saper Fare). L’art. 1, comma 622 della legge del 27/12/2006 stabilisce che l’istruzione è obbligatoria per almeno dieci anni e prevede che, al termine del succitato periodo di studio, gli studenti abbiano acquisito alcune competenze chiave di cittadinanza: imparare ad imparare; progettare; comunicare (comunicare e rappresentare/esprimere); collaborare e partecipare; agire in modo autonomo e responsabile; risolvere problemi; individuare collegamenti e relazioni. Accanto a queste competenze di cittadinanza, sono state individuate alcune competenze chiave specificatamente disciplinari. Le varie discipline scolastiche sono state raggruppate in quattro assi culturali (asse dei linguaggi, asse matematico, asse scientifico-tecnologico; asse storico-sociale), per ciascuno dei quali sono state individuate le competenze di base.

In occasione del primo contatto con la scuola, il docente responsabile dell’orientamento fissa con l’alunna/o straniero un appuntamento allo scopo di somministrarle/gli una serie di test d’ingresso finalizzati a valutarne, appunto, le competenze possedute. Evidentemente, le prove somministrate dovranno verificare sia il possesso delle cosiddette competenze di cittadinanza sia di quelle relative ai quattro differenti assi culturali. I risultati ottenuti permetteranno di conseguire i seguenti scopi:
1.    verificare che l’indirizzo scolastico scelto dall’alunna/o straniero sia effettivamente adeguato alle sue capacità, potenzialità, aspirazioni;
2.    individuare la classe a cui iscrivere l’alunna/o;
3.    elaborare un eventuale P.E.P. (Piano educativo personalizzato), che consenta all’alunna/o di approfondire alcune discipline (in primo luogo l’italiano) e di ottenere “crediti” per materie di cui dimostri una conoscenza approfondita (es. matematica; lingua straniera).

Appare fondamentale sottolineare come il possesso di alcune delle competenze di cittadinanza (malgrado l’ambiguità di una definizione quale “imparare a imparare”, competenza assai difficile da valutare con criteri espliciti e oggettivi) possa rivelare potenzialità degli alunni di cittadinanza non italiana che la scarsa conoscenza della lingua italiana potrebbe oscurare o far passare in secondo piano, spingendo il docente-orientatore a sottovalutare le possibilità di successo scolastico del/la ragazzo/a.

Di conseguenza, i risultati ottenuti dall’alunna/o di cittadinanza non italiana nei test d’ingresso devono essere oggetto di una duplice valutazione da parte dei docenti delle varie discipline interessate: da una parte quella che tenga conto del “sapere” del/la ragazzo/a; dall’altra quella che possa evidenziarne il “saper fare”. Un esempio riferito alle competenze previste dall’asse dei linguaggi: la competenza “padroneggiare gli strumenti espressivi e argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti” prevede certo fra i vari “saperi” la conoscenza delle «principali strutture della lingua italiana» e quello di un «lessico fondamentale per la gestione di semplici comunicazioni in contesti formali e informali» ma presuppone anche, fra i “saper fare”, abilità che, possedute nella propria L1, vengono naturalmente applicate anche nella L2 e nelle lingue straniere studiate, come «esporre esperienze vissute o testi ascoltati» ovvero «affrontare molteplici situazioni comunicative scambiando informazioni, idee per esprimere anche il proprio punto di vista». Entrambe le abilità, infatti, presuppongono, prima ancora della conoscenza di una determinata lingua, l’abitudine e la capacità di riflettere su quanto ci accade e di formulare al proposito opinioni personali.

Tali valutazioni, poi, dovrebbero concorrere a comporre un ritratto più ampio e articolato delle competenze dell’alunna/o di cittadinanza non italiana, così da poterne predire le realistiche potenzialità di successo nel percorso di studi prescelto.
La valutazione delle competenze dell’alunna/o di cittadinanza non italiana conduce al ri-orientamento o all’inserimento in classe. Entrambe le opzioni devono essere realizzate seguendo modalità predeterminate e assolutamente non improvvisate, pena lo scoraggiamento e/o il “disorientamento” del/la ragazzo/a.

Share and Enjoy:
  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
  • MySpace
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Turn this article into a PDF!
  • Wikio IT
  • Technorati