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Quello che le scuole devono sapere

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Quello che le scuole devono sapere


L’aumentata presenza di alunni di cittadinanza non italiana nelle scuole secondarie di secondo grado rende indispensabile che esse si dotino di alcuni strumenti affinché l’inserimento degli studenti non madrelingua avvenga in modo armonico ed efficace, allo scopo di evitare che le difficoltà linguistiche e di relazione portino all’insuccesso o all’abbandono scolastico. Sottolineiamo, a questo proposito, che nelle scuole superiori italiane il tasso di insuccesso dei ragazzi di nazionalità non italiana è doppio rispetto a quello dei coetanei italiani (28% contro 13,6%) e che ben il 42,5% degli alunni non madrelingua si trovano in una situazione di ritardo scolastico contro l’11,6% degli studenti con cittadinanza italiana (dati ricavati dal 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Telefono Azzurro, 2009). Questi dati ribadiscono il bisogno che le scuole operino al fine di minimizzare le oggettive difficoltà che gli alunni di nazionalità non italiana incontrano nella scuola secondaria di secondo grado e con l’obiettivo di colmare il divario, tuttora piuttosto accentuato, tra i risultati ottenuti dagli alunni non madrelingua e quelli conseguiti dagli italiani.

Le scuole secondarie di secondo grado, dunque, dovrebbero:
-    inserire all’interno del proprio POF (Piano dell’Offerta Formativa) un paragrafo apposito dedicato alle modalità di inserimento degli alunni di nazionalità non italiana e un altro concernente la promozione di iniziative che educhino all’intercultura;
-    prevedere la figura del referente/figura strumentale per gli alunni di nazionalità non italiana;
-    approntare e applicare un Protocollo per l’Accoglienza degli alunni di nazionalità non italiana, condiviso e approvato da tutto il Collegio Docenti;
-    elaborare Piani Educativi Personalizzati (PEP) che consentano agli alunni non madrelingua, e in particolare ai NAI (Neo arrivati), di superare le difficoltà linguistiche e di colmare le lacune in alcune materie;
-    organizzare – anche in rete – corsi di italiano L2 pluri-livello destinati agli allievi non madrelingua;
-    stringere accordi con enti territoriali e associazioni allo scopo di costruire una rete d’intervento solida ed efficace nel prevenire e risolvere eventuali situazioni di difficoltà e di conflitto in cui gli alunni di nazionalità non italiana potrebbero trovarsi all’interno dell’ambiente scolastico;
-    promuovere momenti di formazione e di aggiornamento destinati ai docenti di tutte le discipline e al personale ATA (segreterie e collaboratori scolastici).

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