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Iscrizione e classe di inserimento

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Iscrizione e determinazione della classe di inserimento



Ricordiamo innanzitutto che i minori stranieri sono soggetti all’obbligo scolastico e che l’iscrizione alle classi della scuola dell’obbligo va accettata in qualsiasi momento dell’anno, in coincidenza con il loro arrivo sul suolo nazionale (D.P.R. n.394/99, art. 45, C.M. del 23/03/2000 n.87 e C.M. del 05/01/2001, n.3). Essi vanno accolti anche se sprovvisti di permesso di soggiorno o privi di documentazione (art. 45 del DPR n.394/99).

Bisogna distinguere fra alunni con un qualche percorso scolastico italiano e i neoarrivati (i cosiddetti NAI).

Nel primo caso rientrano
1.    gli alunni che, avendo frequentato già una scuola media italiana, giungono alla scuola superiore attraverso il medesimo canale percorso dagli studenti italiani (pre-iscrizione a febbraio-marzo e conferma dell’iscrizione a fine giugno);
2.    i ragazzi che provengono da altre scuole superiori.
Per l’iscrizione di questi alunni viene seguita la normativa di riferimento e i criteri generali definiti da ciascun Istituto.

Tra i NAI distinguiamo:
A.    ragazzi neoarrivati – con cui è possibile iniziare un vero e proprio percorso di inserimento;
B.    ragazzi che arrivano in Italia poco prima dell’inizio delle lezioni;
C.    ragazzi che chiedono l’inserimento ad anno scolastico già avviato.
Nel caso dei NAI il referente per gli alunni stranieri e quello per l’orientamento fissano uno o più colloqui con genitori e ragazzo/a (se già in Italia) per spiegare le caratteristiche della scuola e per capire se si tratta dell’indirizzo di studio adatto e/o immaginato. In queste occasioni, si esamina la documentazione, si possono somministrare test linguistici e/o disciplinari e si redige la “biografia scolastica e linguistica”. Ove presenti sul territorio, si possono utilizzare enti / agenzie / associazioni che si occupano specificatamente di orientamento (es. COSP).

Se il/la ragazzo/a non conosce o parla molto poco la lingua italiana, si consiglia la frequenza di un corso (ex-CTP, Centro Interculturale, Corsi estivi Il Nostro Pianeta, ecc.). Se il/la ragazzo/a arriva durante l‘anno scolastico e non conosce l’italiano, gli/le viene consigliata la frequenza di un corso presso l’ex-CTP e l’iscrizione alla scuola superiore è rimandata all’anno scolastico successivo.
Contestualmente all’iscrizione alla scuola superiore e per rendere più agevole il suo inserimento, la/il ragazza/o può essere invitato ad iscriversi anche al corso ex-CTP per il conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado.

Per la determinazione della classe di inserimento, è necessario tenere conto delle disposizioni legislative (C.M. n. 301 del 08/09/1989, C.M. n. 205 del 26/07/1990 e D.P.R. n. 394 del 31/08/1999 art. 45, C.M. n. 4 del 15/01/2009), delle informazioni raccolte tramite la scheda di iscrizione, del colloquio con l’alunna/o e la famiglia, dei risultati della valutazione delle competenze.
Di norma, i minori stranieri soggetti a obbligo scolastico vengono iscritti alla classe successiva a quella frequentata nel paese d’origine. La disposizione è motivata dal fatto che «l’inserimento in classe inferiore potrebbe risultare penalizzante per l’alunna/o se disposto solamente a causa dell’insufficiente padronanza della lingua italiana». Ragioni psicologiche e relazionali inducono a infatti ritenere che l’inserimento scolastico sia più proficuo se avviene in un gruppo di coetanei con i quali l’alunna/o di nazionalità non italiana può instaurare rapporti più significativi e “alla pari”.

La disposizione generale deve essere, tuttavia, confrontata con le situazioni specifiche. La decisione, caso per caso, deve, infatti, tenere conto: dell’età anagrafica, dell’ordinamento degli studi del paese di provenienza, del corso di studi seguito dall’alunna/o, del titolo di studio posseduto, dell’accertamento delle competenze e del livello di preparazione dello/la studente/ssa. Tuttavia, se si decide di derogare alla norma generale, l’allievo può essere “retrocesso” solo di un anno (e nulla esclude che sia “promosso” nella classe più avanzata).

La determinazione della classe di inserimento è una decisione che deve essere affrontata con estrema scrupolosità poiché, una volta avviata, la carriera scolastica dell’alunna/o straniero nella scuola pubblica italiana segue del tutto le norme generali e pertanto non si potranno più “correggere” errori di valutazione iniziali. Non è raro infatti che alunni iscritti a 2-3 classi inferiori a quelle cui dovrebbero essere iscritti per età – ritenendo che questo “abbassamento” di classe sia quello più congruente con le competenze riscontrate nell’alunna/o al momento dell’ingresso – dopo qualche tempo, si dimostrino più maturi rispetto ai più giovani compagni di classe e abbiano registrato un buon recupero sul piano degli apprendimenti. A questo punto però, la scuola, pur rendendosi conto del divario fra l’età dell’alunna/o straniero e quella dei compagni di classe, non dispone degli strumenti giuridici per farlo transitare ad una classe superiore, più congruente con la sua condizione.

Per evitare questo grave inconveniente, quindi, il criterio dell’età deve restare quello prevalente. L’alunna/o straniero va, piuttosto, sostenuta/o con azioni di recupero individualizzate e con modalità flessibili di lavoro attuate nei primi mesi di inserimento.
Al fine dell’assegnazione ad una specifica classe, è opportuno prendere in considerazione anche i seguenti elementi: presenza di altri alunni non madrelingua provenienti dallo stesso paese, presenza nella classe di altri alunni non madrelingua, complessità della classe (handicap, dispersione, problemi disciplinari).

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