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Il Progetto Orientamento e Successo Formativo (POSF)
Associazione Il Nostro Pianeta, 2008-2010


Il Progetto Orientamento e Successo Formativo (POSF) si è sviluppato tra il 2008 e il 2010 grazie al finanziamento della Compagnia di San Paolo, con l’intento di sostenere a Torino e nella sua area metropolitana i giovani non madrelingua nel successo scolastico e formativo e nella cittadinanza attiva. Il progetto, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, ha goduto della collaborazione e del patrocinio del Comune di Torino e dell’Ufficio Scolastico Regionale.
POSF ha preso le mosse dalla consapevolezza che il successo formativo dei giovani immigrati che studiano nella scuola della nostra città sia strumento insostituibile e ineludibile per la costruzione dello sviluppo e della coesione sociale del territorio.

L’obiettivo generale del progetto si sostanzia in due sotto obiettivi strettamente interrelati:
1.    portare a buon fine singoli processi di accoglienza, inserimento, orientamento o ri-orientamento, sostenendo i diversi attori: giovani, famiglie, scuola;
2.    sostanziare un approccio sistematico e condiviso nei processi di accoglienza, inserimento, orientamento o ri-orientamento, sviluppando in tre direzioni (ruolo degli studenti non madrelingua nella scuola, procedure di accoglienza e materiali di supporto) il lavoro di una comunità professionale di docenti ed esperti di orientamento didattico, funzionale al raggiungimento e alla gestione di standard formativi per l’inserimento dei giovani immigrati.

Le linee d’azione attivate hanno riguardato:

1.    Orientamento e ri-orientamento
1a. Servizio specifico di orientamento, a sostegno dei giovani appena giungano in Italia, dunque anche in corso d’anno scolastico. L’obiettivo è accompagnarli nella scelta dell’indirizzo scolastico, in continuità con gli studi svolti nel paese di origine e coerentemente con quanto accertato in riferimento al progetto di vita del giovane e della sua famiglia, individuando, anche con il consiglio di classe che accoglie l’iscrizione, le modalità di sostegno e favorendo l’uso delle opportunità di studio della lingua italiana come lingua per studiare.
La maggior parte degli utenti sono inviati all’associazione dalle scuole secondarie di secondo grado a cui hanno fatto richiesta per un primo inserimento, ma anche alcune scuole medie e agenzie formative hanno provveduto a segnalare casi di utenti, così come alcuni servizi del territorio (informagiovani, servizi sociali…).
Durante il percorso di orientamento si rende talora necessaria la presenza di un peer tutor nel ruolo di mediatore, soprattutto per agevolare i colloqui e per aiutare i ragazzi nella traduzione durante lo svolgimento del test orientativo Arianna, evitando risultati falsati da una competenza linguistica insufficiente. La conoscenza tra i giovani traccia l’opportunità dell’affiancamento nel tempo dell’extrascuola per il primo periodo di organizzazione del lavoro scolastico.
Gli orientamenti seguono percorsi e tempi individualizzati, poiché si prendono in considerazione alcuni parametri necessari per una corretta valutazione. Tra questi il livello di conoscenza della lingua italiana, l’età, il numero di anni di scolarizzazione pregressa e la tipologia di studi avviati nel paese di origine. Il percorso richiede un inquadramento specifico del nucleo familiare e del ragazzo in particolare. Inserire il ragazzo avendo cura di lui nei primi mesi significa monitorarne l’inserimento scolastico attraverso una relazione costante con i docenti, ma anche accompagnarne l’inserimento nella città, l’autonomia di movimento e di organizzazione della vita quotidiana, verificare lo stato di salute delle relazioni familiari. Per questi motivi è possibile individuare un periodo di 3-6 mesi per un corretto orientamento e un accompagnamento produttivo.
1b. Servizio specifico di ri-orientamento rivolto agli studenti e alle loro famiglie in caso di insuccesso scolastico, palesato in corso d’anno scolastico. Il servizio è volto ad accertare attraverso quali scelte alternative si possa favorire il successo formativo del giovane, accompagnando i genitori e lo studente stesso nella scelta del cambiamento di indirizzo scolastico in forza della necessità di meglio utilizzare e potenziare le competenze individuali. Dopo i risultati del primo trimestre o quadrimestre è possibile orientare il percorso dello studente a preparare l’inserimento per l’anno successivo in altro indirizzo di studio, sostenendone la preparazione per le materie non frequentate e cercando – laddove possibile – di non metterlo in condizione di perdere l’anno, ma di preparare esami di ammissione ad altro istituto.
Al fine di rendere efficaci e utili i colloqui con le famiglie dei ragazzi e con i ragazzi stessi è talora necessaria la presenza di un peer tutor per confermare, attraverso la sua esperienza di studente con successo formativo, la praticabilità del ri-orientamento e del successo scolastico in genere.

2.    Attività di sostegno alla presa in carico
Dalla riflessione sulle problematiche familiari e personali dei ragazzi presi in carico sono nate due azioni volte a sostenerne il successo formativo:
2a. Attività di sostegno allo studio nel tempo di chiusura della scuola
Nei periodi estivi il progetto ha offerto ai giovani momenti di studio assistito volti a sostenere il recupero dell’eventuale sospensione di giudizio, la preparazione agli esami di passaggio ad altro istituto scolastico, lo svolgimento dei compiti delle vacanze; ha organizzato inoltre momenti di dialogo e di confronto; momenti ludico-ricreativi (anche attraverso l’utilizzo di Internet come strumento di comunicazione e ricerca); momenti di conoscenza della città e del funzionamento dei servizi territoriali, soprattutto per i giovani neo ricongiunti.
2b. Gruppi di sostegno per fragilità specifiche
Gruppi di riflessione e mutuo aiuto tra adolescenti sono stati organizzati, al fine di sostenere fragilità specifiche, quali ad esempio la difficile condizione di alcune ragazze magrebine, strette tra il modello adolescenziale italiano e il gruppo dei pari, la vita scolastica e le problematiche che innesca, le richieste e le aspettative delle famiglie.

3.    Genitorialità
Il progetto ha previsto attività di informazione, consulenza e sostegno rivolte alle famiglie immigrate. Oltre all’attività standard di pieno coinvolgimento delle famiglie nelle prese in carico volte all’orientamento o al ri-orientamento e all’offerta di consulenza direttamente ai genitori che ne facessero richiesta (cfr. sotto Area scuola), si sono sviluppate attività specifiche. In particolare:
-    Cicli di incontri informativi sul sistema scolastico italiano per genitori stranieri con figli inseriti nelle scuole medie torinesi, realizzati presso gli stessi istituti scolastici, presso le sedi di associazioni del territorio, presso sedi circoscrizionali.
-    Gruppi di mutuo aiuto per genitori immigrati con figli adolescenti inseriti nella scuola superiore.

4.    Area scuola
Servizio informativo, formativo e di consulenza a disposizione di insegnanti, segreterie, dirigenti e famiglie per le questioni relative ai casi di studenti immigrati: dalla cura di tali aspetti sul sito www.posf.it, all’animazione della rete dei referenti, alla presa in carico delle singole problematiche portate all’attenzione del progetto dagli operatori scolastici.
I temi oggetto della consulenza on line e di presenza riguardano le difficoltà degli insegnanti rispetto alla gestione dell’inserimento scolastico, dal punto di vista burocratico, giuridico, relazionale, didattico, l’orientamento e le attività di educazione interculturale; il sostegno alla genitorialità immigrata; l’attenzione alla presenza in città dell’associazionismo immigrato e ai servizi del territorio.
L’accesso allo sportello è offerto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 17.00, telefonicamente o di persona presso la sede dell’associazione, a Torino in via Cordero di Pamparato 2, all’indirizzo areascuola@ilnostropianeta.it; telefono 011. 19702555, fax 011.19702568.
Il servizio di Area scuola ha permesso anche di implementare via via il sito www.pianetapossibile.it con materiali, informazioni, notizie inerenti le tematiche del POSF e di attivare alcuni laboratori rispondenti a specifici bisogni segnalati dalle scuole o emersi nel corso del lavoro.

5.    Valorizzazione della presenza immigrata: peer tutoring
L’esperienza di formazione attraverso l’animazione teatrale e la formazione interculturale interattiva aiuta i giovani – nativi e immigrati - nella riflessione sul tema dell’appartenenza culturale, sulle tematiche relative all’identità, alla relazione interculturale e interreligiosa, alla mediazione dei conflitti e alla cittadinanza attiva e ne fa dei  peer tutor. Metodologia e contenuti sono volti a rafforzare la capacità di interagire in contesto multiculturale sui temi della cittadinanza e del dialogo, ma anche del sostegno fra pari, del mutuo aiuto e del rafforzamento dell’immagine di sé, in occasioni di incontro atte a creare capacità di esprimere se stessi, comunicare, lavorare in équipe, rivalutare e riconoscere la propria storia di soggetti migranti e rafforzare la capacità progettuale e di collaborazione. I giovani peer tutor affiancano gli insegnanti referenti nelle fasi di accoglienza e suivi dell’inserimento scolastico dei giovani non madrelingua.


6.    Condivisione e formalizzazione di strumenti procedurali, operativi e di valutazione. Loro sperimentazione.

In stretta collaborazione con i docenti dalle esperienze professionali più significative nel campo dell’inclusione degli allievi non madrelingua, il progetto ha raccolto e sistematizzato il lavoro condotto costruendo un manuale on-line per i servizi finalizzati all’orientamento scolastico, che raccoglie le pratiche di accoglienza, le modalità di partecipazione delle famiglie al percorso formativo,  strumenti di accertamento delle competenze pregresse, criteri per l’orientamento scolastico e formativo, strategie di individualizzazione del percorso formativo e della valutazione. Il manuale, intitolato “La scuola inclusiva nell’Italia che cambia”, si propone di accompagnare e sostenere l’insegnante in ogni fase dell’inserimento scolastico di un allievo non madrelingua nella scuola superiore e cerca di offrire spunti d’azione e risposte concrete.
Si é progettato e avviato un lavoro complementare e non meno importante di recensione di materiali utili per la didattica inclusiva, che non solo diffonda quanto in Italia è stato sinora prodotto, ma metta a disposizione anche materiali prodotti in altri paesi, le cui lingue possano aiutare gli allievi neo arrivati a recuperare i saperi difformi dai sistemi scolastici di origine. Crediamo sia importante ricostruire il panorama didattico a livello di scuola secondaria superiore dei paesi da cui proviene prevalentemente l’immigrazione di giovani semi-scolarizzati in Italia  indagando sui materiali, programmi e testi scolastici dei paesi di provenienza, ma anche portare a compimento un lavoro di ricognizione/identificazione dei “giacimenti” di materiale delle esperienze italiane e delle esperienze di paesi europei con analoghi flussi di immigrazione, di documenti, materiali e testi scolastici europei.

* * *
Dal progetto POSF traiamo la riflessione che si debba prevedere il rafforzamento di ogni azione di sistema che possa facilitare continuità e promozione di politiche di coesione, perché si possa fare massa critica e sapere che laddove la scuola impari a essere inclusiva nei confronti di  una categoria debole qual è quella degli immigrati, re-imparerà a essere a servizio anche dei più deboli tra i cittadini italiani. Crediamo inoltre che occorra rafforzare la relazione con gli organismi che in città, in Italia e negli altri paesi europei affrontino la stessa sfida dell’inclusione dei nuovi cittadini e si siano dotati di strumenti condivisibili e magari complementari.
Il diritto allo studio è minato da tanti fattori e sicuramente in Italia sono molte oggi le difficoltà per restituire alla scuola la capacità di trasmettere un alto livello di contenuti. Le ricerche che ci vedono a rischio sul sapere che la scuola trasmette ci preoccupano fortemente, perché la scuola che davvero include non fa sconti, ma impara a insegnare anche a chi incontra più difficoltà.
La questione degli strumenti idonei è rilevante per gli studenti nativi come per chi proviene da famiglia immigrata o è appena arrivato in Italia.
Percorso di cittadinanza non è solo conoscere l’italiano o l’ordinamento del nostro paese, ma è entrare in una visione europea del mondo nel quale si è scelto di costruire il proprio futuro. Ciò diviene tanto più difficile quando a inserirsi nella scuola superiore sono giovani neo arrivati, che non hanno condiviso la formazione dell’obbligo con i compagni italiani e per i quali dunque molti saperi non possono essere dati per scontati; né peraltro è possibile immaginare che la scuola superiore possa radicalmente cambiare il suo approccio culturale, che dà per scontata la comprensione almeno intuitiva dell’arte, della storia, dello sviluppo della lingua e della letteratura.
Restituire alla scuola il ruolo di costruttrice dei sentimenti di unità nazionale in un contesto in continuo mutamento richiede il coraggio della visione e la quotidiana pratica di una flessibile ma certa didattica. Richiede talora di mettere inizialmente in secondo piano le discipline destrutturando il curriculum perché ogni giovane trovi i riferimenti culturali e valorizzi quelli in cui è cresciuto. Questo sforzo non può essere avocato a sé dalle singole scuole, tanto meno dai singoli docenti di buona volontà.
Non dimentichiamo inoltre che il nostro Paese sta interrogandosi con lentezza e difficoltà anche sulle leggi relative alla cittadinanza e non conosciamo gli scenari che le decisioni che prossimamente verranno assunte potranno determinare in termini di condizione di vita e di stabilità per chi oggi vive la sua adolescenza in Italia. Le classi divengono così laboratori di scambio di saperi, ma richiedono ai docenti la capacità di spendersi nella relazione e di trasgredire la rigidità burocratica, ripensando i modelli organizzativi tradizionali e rigidi della scuola italiana. Sforzandosi di non orientare mai al ribasso i giovani anche quando le loro difficoltà appaiono consistenti, ma accompagnando il processo di consapevolezza della dovuta relazione tra competenza e intenzionalità.
Noi abbiamo proceduto in questi due anni garantendo il servizio denominato Area scuola che ha previsto la disponibilità quotidiana di due operatori a disposizione di studenti, insegnanti, famiglie per sostenere, orientare, a volte ri-orientare gli studenti di origine immigrata. Abbiamo sostenuto i genitori attraverso incontri plurilingui di informazione sul sistema scolastico italiano, abbiamo accompagnato nello studio e nella scoperta della città e della sua storia durante tutta l’estate duecento giovani di famiglia immigrata, abbiamo promosso seminari di aggiornamento per i docenti condividendo con loro le buone pratiche, l’analisi dei casi, la ricerca dell’individualizzazione dei percorsi formativi dei giovani non madrelingua.
Dopo aver sperimentato con successo l’orientamento e aver accompagnato l’inserimento di tanti ragazzi, dopo aver seguito i loro percorsi ed esserci confrontati per due anni scolastici con i loro insegnanti, dopo aver prodotto materiali che facilitassero l’accoglienza e la comunicazione, dopo aver sorretto la preparazione dei giovani ed esserci occupati di sensibilizzazione ai temi del progetto, dobbiamo anche dire la nostra fierezza, per aver visto al Quirinale - alla presenza del Presidente Napolitano - una nostra peer tutor romena e un ragazzo congolese da lei animato portare testimonianza della nostra strategia relativa al peer tutoring, quale scelta precisa di prevedere l’impegno attivo dei giovani di origine immigrata per favorire l’inserimento scolastico e il successo formativo dei loro coetanei.
Ci sentiamo di proporre l’esperienza POSF quale utile processo di costruzione di un sapere condiviso intorno all’orientamento e al successo formativo dei giovani non madrelingua, e dunque alla cittadinanza aperta e inclusiva che dovrà caratterizzare l’Italia nella contemporaneità.
Crediamo che il progetto POSF abbia contribuito a quanto auspicato dal programma comunitario di Lisbona, che nel quadro del settore Investire nelle persone, propone un’agenda sociale rinnovata, che si concentri in particolare sui temi dell’istruzione, dell’emigrazione e delle evoluzioni demografiche e l’avvio dell’iter di elaborazione di una politica comune dell’immigrazione.

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