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Peer Tutors

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Formazione per Peer Tutors interculturali

I peer tutors (1)  sono adolescenti di origine sia italiana sia immigrata in grado di partecipare attivamente e in maniera propositiva alla vita scolastica e a presentare all’interno delle classi un modello relazionale fondato sulla solidarietà e sull’inte(g)razione tra giovani provenienti da contesti culturali differenti.

Per diventare peer tutors è necessario frequentare un percorso di educazione non formale, che permetta ai ragazzi di riflettere sulla propria esperienza scolastica, confrontarsi sul tema dell’identità all’interno di un gruppo di pari e sviluppare le competenze necessarie per sostenere non solo i propri coetanei, ma anche genitori, insegnanti ed educatori nei processi di accoglienza e inserimento di nuovi allievi di origine immigrata. Anche gli insegnanti, seppur in misura limitata, sono invitati a seguire l’andamento del percorso, dal reclutamento dei giovani partecipanti sino alla presentazione dei risultati e alla progettazione degli interventi dei peer tutors nelle scuole.

Obiettivi principali del percorso di formazione sono:

Per i giovani
•    costituire un gruppo stabile e un legame duraturo di carattere paritario tra i ragazzi che abitano nello stesso quartiere,
•    facilitare l’apprendimento dalla propria esperienza,
•    favorire lo sviluppo di capacità critiche e competenze relazionali,
•    conoscere bene il funzionamento del sistema scolastico italiano e l’organizzazione delle scuole.

Per gli insegnanti
•    avere l’appoggio di un gruppo di ragazzi che frequentano la scuola in grado di affiancarli nell’accoglienza e nell’inserimento di nuovi studenti,
•    confrontarsi con insegnanti che lavorano presso altri istituti superiori del quartiere di riferimento,
•    offrire ai nuovi studenti un servizio di accoglienza offerto da insegnanti e peer tutors.

Non si creano “piccoli esperti”, bensì si forniscono idee e strumenti per favorire l’attivazione solidale del gruppo di pari, inteso come elemento di stimolo e crescita personale. La rete sarà fondamentale per uno scambio di conoscenze in cui chi ha avuto un’esperienza migratoria alle spalle potrà trasmettere conoscenze anche gli altri partecipanti. Questa modalità di coinvolgimento dei giovani rientra nell’ottica di un processo di integrazione e di cittadinanza attiva.
Collante del gruppo è il desiderio e l’occasione colta di essere risorsa per altri, di vedere riconosciuto un lavoro di carattere culturale, il desiderio di stare insieme e insieme di compiere una riflessione sulla propria condizione di studenti: non solo di giovani o di immigrati, ma di studenti che scelgono e si impegnano per la propria formazione, rispondendo così non solo ad aspettative della propria famiglia di origine, ma anche a un proprio progetto di vita.


(1) La peer education è una strategia educativa che vuole favorire la comunicazione tra adolescenti attivando lo scambio di informazioni e di esperienze interne al gruppo dei pari. Questa pratica - già utilizzata con successo nel mondo anglosassone per la prevenzione dell’infezione Hiv - nel nostro paese è adottata da alcuni anni, in particolare nel contesto scolastico. Si tratta di approccio articolato alla prevenzione che prevede una stretta integrazione tra adulti e ragazzi, tra informazione verticale e orizzontale, promuovendo un dialogo costruttivo tra le diverse generazioni. Attivare processi di peer education significa favorire lo sviluppo di competenze e consapevolezze fra gli adolescenti allo scopo di ridefinire ruoli e relazioni all’interno della scuola, e anche nella comunità, ricercando, peraltro, nuove forme di partecipazione giovanile (Aa. Vv., Peer educator: istruzioni per l’uso, Franco Angeli, Milano, 2004).

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