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La Formazione Professionale

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La Formazione Professionale in Italia

La Formazione Professionale (FP) trova un primo riferimento legislativo nella Costituzione Italiana e precisamente all’art. 4, comma 1, “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”, mentre con l’art. 117, vengono trasferite alle Regioni le funzioni legislative di regolamentazione della Formazione Professionale. Nella regione Piemonte, la legge che ne disciplina l’attività è la Legge Regionale n. 63 del 1995.

A partire dal 2001, ogni regione italiana ha istituito un sistema di Accreditamento con cui vengono definiti gli standard minimi di qualità nella realizzazione degli interventi di orientamento e di formazione. Il rispetto di questi standard riconosce alle Agenzie Formative la possibilità di proporre e realizzare interventi di formazione e orientamento, finanziati con risorse pubbliche.
Negli anni, la FP ha spesso cambiato “veste” in relazione alle tipologie delle attività da svolgere e ai soggetti a cui si è rivolta: ad ogni riforma, della scuola o dell’università, è seguita anche una “riforma” del sistema formativo.

Con la riforma Moratti, Legge 53/2003, art. 2, comma 1, lettera d), “il sistema educativo di istruzione e di formazione si articola nella scuola dell’infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema dei licei ed il sistema dell’istruzione e della formazione professionale”, la FP si pone come percorso parallelo e alternativo, alla scuola superiore, offrendo agli allievi, in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado - ex licenza media -, la possibilità di assolvere all’obbligo di istruzione all’interno del canale della FP.
Lo schema qui di seguito rappresenta in modo sintetico l’attuale struttura del Sistema Istruzione/Formazione introdotto con la Riforma Moratti (1)  e ci accompagnerà nella descrizione delle differenti tipologie di corso.


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In sostanza, dopo il conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado, il/la ragazzo/a ha la possibilità di scegliere a) tra il percorso tradizionale di cinque anni nell’ambito dell’istruzione, iscrivendosi ad uno dei diversi indirizzi proposti dai licei, istituti tecnici, istituti professionali, e b) il percorso triennale di formazione professionale, iscrivendosi ad uno dei diversi corsi offerti dalle agenzie formative presenti sul territorio regionale. Il passaggio da un canale all’altro è comunque possibile, previa attestazione di certificazione delle competenze rilasciata sia dall’istituzione scolastica, sia da quella formativa.

Tutti i corsi erogati dalla FP e destinati ai disoccupati sono gratuiti in quanto finanziati con fondi dell’Unione Europea e fondi pubblici (statali, regionali e provinciali).



Corsi per l’assolvimento dell’Obbligo di Istruzione

Sono quei corsi rivolti ai giovani, italiani e stranieri residenti in Italia, nella fascia di età 14 -17 anni. Suddivisi per aree professionali, sono progettati a partire dalle competenze del profilo professionale di riferimento. Nel dettaglio, riportiamo le aree o settori occupazionali cui fanno riferimento le qualifiche (2) :
-    Abbigliamento
-    Agro-alimentare
-    Alberghiero - Ristorazione
-    Alimentare - Arte bianca
-    Artigianato artistico: Oreficeria, Lavorazione legno, Lavorazione lapidea
-    Edile
-    Elettrico – Elettronico – Telecomunicazioni
-    Arti grafiche
-    Falegnameria
-    Meccanica – Termotecnica
-    Servizi Estetici
-    Servizi all’impresa: commerciali, di accoglienza, gestionali

La scelta da parte dell’allievo/a dovrebbe già essere stata compiuta nei numerosi momenti predisposti dalle scuole medie attraverso le attività di orientamento previste dalla struttura scolastica, tuttavia ogni agenzia formativa è dotata di un Servizio di Orientamento a cui rivolgersi. In ogni caso, la scelta della formazione non pregiudica il passaggio alla scuola: i due canali restano aperti e quindi è possibile, nel corso dei tre anni, rientrare nel canale dell’istruzione, grazie alla certificazione dei livelli di apprendimento raggiunti.

Per maggiori dettagli, si può consultare il sito della Provincia di Torino, dove sono elencate le aree e i percorsi della scuola superiore e della formazione.

I percorsi standard sono triennali e prevedono un’alternanza tra formazione e lavoro: le lezioni teoriche svolte in aula si alternano a periodi di permanenza in azienda (stage). Lo stage ha una valenza didattica fondamentale in quanto l’allievo/a ha la possibilità di verificare concretamente il proprio livello di comprensione e acquisizione delle proprie competenze applicate, ma ha anche una valenza educativa, in quanto gli/le permette di misurarsi con il mondo del lavoro e con il rispetto delle regole. In tal modo, si  mette in moto in circolo virtuoso in cui l’allievo/a acquisisce anche una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità.

Il periodo di stage in azienda non è retribuito, ma si applicano tutte le misure previste dalle legge in materia di sicurezza sul lavoro.
Al termine dei tre anni, con il superamento di un esame, l’allievo/a consegue la Qualifica Professionale riconosciuta a livello nazionale.



Corsi Post qualifica

Con l’ottenimento della Qualifica Professionale è possibile frequentare uno dei corsi annuali post-qualifica organizzati dalle agenzie formative e ottenere così un Attestato di specializzazione.
Nel caso in cui il soggetto qualificato  sia maggiorenne e occupato e voglia nel contempo recuperare gli studi interrotti, questi ha la possibilità di iscriversi a una scuola superiore – tecnica o professionale – che offre uno dei corsi rientranti nei Progetti Polis. Grazie al meccanismo della certificazione di competenza, il soggetto si iscrive al quarto anno di studi e consegue il  diploma statale di maturità l’anno successivo (3) . L’orario delle lezioni si svolge in fascia serale, proprio per consentirne la frequenza.



Corsi  Post diploma  - Post laurea

Quest’ultima tipologia di corso è destinata ai cittadini italiani e stranieri residenti in Italia in possesso di diploma o di laurea,  disoccupati,  i quali, spesso, trovano in questi percorsi non solo la possibilità di affrontare a livello pratico (in laboratori attrezzati, con professionisti provenienti dai vari settori lavorativi) temi e argomenti trattati in aula o comunque già conosciuti a livello teorico, ma di applicarli in ambito aziendale attraverso l’esperienza dello stage.
Caratteristica comune a tutti i corsi organizzati dalla FP e destinati ai disoccupati è la prevalenza delle materie professionalizzanti insegnate nel corso e la loro applicazione diretta in azienda. Lo stage si formalizza con la sottoscrizione da parte dell’azienda e dell’agenzia formativa di una convenzione e il suo svolgimento rientra integralmente nel percorso formativo. Ha una durata variabile, a seconda della durata complessiva del corso, che corrisponde a circa il 30% (ma può arrivare anche al 50%) delle ore totali del corso.
Si tratta di un’esperienza altamente formativa e specializzante in quanto consente  all’allievo/a di mettere in pratica i “saperi” acquisiti nella fase teorica in aula. Il progetto di stage viene concordato tra il tutor dell’agenzia formativa e il tutor dell’azienda ospitante, i quali definiscono gli obiettivi formativi da raggiungere e le attività che l’allievo/a svolgerà, tenendo conto delle competenze definite dal profilo professionale del corso, ma anche delle specifiche caratteristiche e abilità dell’allievo/a. In questo senso, prevale l’attenzione al soggetto in formazione e al suo background culturale e professionale costruito in precedenza.
Come per lo stage dei corsi di I livello, la retribuzione non è prevista, ma si applicano tutte le misure previste dalle legge in materia di sicurezza sul lavoro.
Le lezioni si svolgono prevalentemente nella fascia oraria diurna o pre-serale. Quasi sempre, l’iscrizione è soggetta al superamento di una prova di ingresso (test, colloqui, prove pratiche, ecc.) ed è
compatibile con l’iscrizione all’Università.
Questi percorsi formativi si concludono con il rilascio della Qualifica Professionale previo superamento di un esame finale alla presenza di una commissione regionale.
Tutti i corsi rivolti ai disoccupati (post qualifica, i corsi post diploma e post laurea) sono soggetti bando regionale e a una graduatoria provinciale consultabile sul sito della Regione Piemonte.


Corsi  per lavoratori occupati

In applicazione di uno dei principi che stanno alla base della Strategia di Lisbona, ovvero consentire la modernizzazione del modello sociale europeo attraverso investimenti tesi ad agevolare il passaggio all’”economia della conoscenza”, sempre più l’attenzione viene posta sul principio Lifelong learning (apprendere lungo tutto il corso della vita). In questo senso, l’offerta formativa alle persone occupate è cresciuta notevolmente negli anni.
La formazione Professionale offre una notevole quantità di corsi ai lavoratori che vogliono migliorare le proprie conoscenze e capacità per adeguarsi ai continui cambiamenti sociali, tecnologici e culturali e per meglio collocarsi nel mercato del lavoro.
I corsi sono finanziati per l’80% dalle Province mentre il 20% spetta al singolo lavoratore (il costo è calcolato sul numero delle ore di corso). Le lezioni si svolgono solo nella fascia oraria serale e rilasciano, in base al tipo di corso l’attestato di frequenza con profitto, l’attestato di specializzazione o l’abilitazione professionale.

Tutti i corsi, finanziali con fondi pubblici, erogati dalla Formazione Professionale, richiedono l’obbligo di frequenza.


(1) Nel presente schema non viene presa in considerazione l’ultima riforma introdotta dal Ministro Gelmini, di riordino della scuola, in quanto ancora in fase di applicazione, soprattutto nella parte che attiene alle modalità di applicazione del passaggio degli Istituti Professionali al nuovo ordinamento.
(2) Questi corsi si dicono di 1° livello e la qualifica che rilasciano riporta la dicitura  di “Operatore ”, seguita dal settore lavorativo di riferimento. Es. “Operatore di impianti termoidraulici”. Attualmente dovrebbe essere già avviato il piano di lavoro per raccordare i percorsi degli istituti tecnico-professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale, al fine di stilare il  Repertorio Nazionale delle qualifiche e diplomi professionali (cfr. “Accordo MIUR 29.04.2010”)
(3)I Progetti Polis, finanziati con fondi pubblici (perciò gratuiti), sono co-gestiti da istituti scolastici, agenzie formative e Centri Territoriali Permanenti (CTP), pensati proprio per coloro i quali hanno abbandonato gli studi superiori e sono anche privi di qualifica. In questo caso il percorso è triennale (2+2+1). Si veda sul sito della Provincia di Torino.

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