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Il contatto con la scuola

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Il contatto con la scuola

Quando una famiglia, che ha avanzato richiesta di ricongiungimento familiare, decide di occuparsi dell’inserimento scolastico dei figli, generalmente utilizza il passaparola (chiedendo indicazioni ad amici e conterranei che hanno figli già iscritti in un certo istituto dove si trovano bene) oppure prende in considerazione la variabile della vicinanza dell’istituto a casa. Sulla base delle informazioni così raccolte, sceglie un istituto e lì cerca di iscrivere la/il ragazza/o. Spesso – in questa fase – la famiglia ha pochissime notizie sul percorso scolastico passato del/la figlio/a, ma vuole metterlo/a in condizione di frequentare la scuola appena arriva.

A questo punto ogni scuola reagisce come vuole, come sa, come ha deciso. Alcune verificano semplicemente di avere posto in classe e poi rimandano l’iscrizione all’arrivo del giovane, dando però sicurezza al genitore. Altre escludono a priori che il giovane possa inserirsi e indirizzano il genitore al CTP (centro territoriale permanente), perché si preoccupi dell’apprendimento della lingua italiana. Altri ancora danno ai genitori i numeri di telefono di “Il Nostro Pianeta”, spiegando che il servizio di Area Scuola li aiuterà a predisporre bene l’inserimento dei/delle loro figli/e nelle classi.

I genitori stranieri non sanno quante differenti tipologie di percorsi scolastici siano attivati in città e le diciture spesso non li aiutano a cercare una continuità tra lo studio che la figlia/o sta frequentando nel suo paese di origine e ciò che potrà continuare a fare in Italia. Spesso la famiglia pensa che il giovane debba studiare e non possa lavorare, altri sperano in un veloce inserimento nel mondo del lavoro e allora cercano agenzie formative, spesso con il solito sistema del passaparola…

È dunque importante parlare con i genitorti per capire bene quale riflessione sul futuro del figlio e della famiglia tutta li stia impegnando, perché l’orientamento del giovane neoarrivato dovrà fare i conti fortemente con le aspettative della famiglia e dovrà coniugarsi con criteri di fattibilità e sostenibilità che dipendono dal percorso scolastico effettuato all’estero, dalle lingue che la/il ragazza/o conosce, dall’alfabeto nel quale è stata/o cresciuta/o.

Un servizio di orientamento non può prescindere dal colloquio con i genitori e dal loro coinvolgimento sul tema dell’orientamento. È utile chiedere loro di occuparsi assai tempestivamente dell’inserimento scolastico, proprio per aiutarli a compiere con calma tutti i passaggi, ad esempio aiutandoci e reperire notizie sul percorso di studio che il loro figliolo sta gestendo all’estero. Occorre spiegare bene il sistema scolastico italiano, anche per dare ai genitori l’idea che anch’essi, volendo, potrebbero rimettere in gioco la loro formazione, per migliorare la condizione lavorativa che spesso deprezza il loro titolo di studio e la loro esperienza lavorativa pregressa.

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