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I casi

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I casi


M. è una ragazza diciasettenne, arrivata da un mese dal Senegal e seguita dal Tribunale dei minori. Vive con altre tre ragazze in una piccola comunità per minori non accompagnati. La cooperativa sociale che gestisce la comunità invia M. alle attività estive organizzate dall’associazione Il Nostro Pianeta (INP). L’animatrice delle attività, venuta a conoscenza della situazione della ragazza, segnala M. all’operatrice de INP, la quale a sua volta contatta l’educatrice della comunità per prendere un appuntamento con lei, in modo da avere un quadro generale della situazione.M. viene descritta come una ragazza molto matura per la sua età, venuta in Italia per fuggire da un marito violento. Appena arrivata, ha frequentato un breve corso di italiano a Cremona, raggiungendo in brevissimo tempo buoni risultati. M. ha intenzione di frequentare da settembre un CTP per conseguire la licenza media. In occasione del primo incontro presso la sede de INP la ragazza appare solare, sicura e determinata. Ribadisce la sua volontà di iscriversi presso un CTP ed esprime il desiderio di lavorare come sarta oppure come cuoca. Le viene proposto di conseguire prima di tutto la licenza media e, nel frattempo, di cercare un’agenzia formativa dove poter seguire un corso biennale. Nell’attesa che inizino i corsi presso il CTP, la ragazza partecipa alle attività estive organizzate da INP e si offre anche per il ruolo di protagonista nello spettacolo teatrale di fine estate. A settembre, M. segue vari percorsi formativi, come era nelle sue intenzioni: oltre a quello per conseguire la terza media, un corso annuale di cucina presso un’agenzia formativa e un laboratorio di cucito presso un’associazione di volontariato. La ragazza prosegue e conclude con successo i percorsi intrapresi. Il percorso formativo costruito, tenendo conto dell’età, delle esigenze e degli interessi, risulta essenziale sia per poter offrire uno sbocco lavorativo sia per costruire una integrazione attiva e consapevole.

L. è una ragazza cinese, giunta in Italia a 12 anni per ricongiungersi con i genitori, da molti anni in Italia. L. frequenta la scuola media e poi si iscrive a un istituto professionale per l’arte bianca, per diventare una pasticcera. Malgrado qualche difficoltà linguistica – L. parla italiano soltanto a scuola – la ragazza procede con regolarità nel suo corso di studio. L., tuttavia, ha qualche difficoltà nei rapporti con i compagni – è anche molto timida – e stringe amicizia con poche, fidate compagne. Nel corso degli ultimi due anni scolastici (quarta e quinta), gli insegnanti rilevano un andamento scolastico altalenante e attribuiscono i risultati discontinui di L. a una sua presunta pigrizia. L. frequenta con una certa regolarità il corso di italiano L2 e le attività proposte dalla referente per gli alunni stranieri, con cui instaura un saldo rapporto di fiducia. Così, la ragazza confida all’insegnante che le assenze e i risultati scarsi non sono dovuti al suo menefreghismo, anzi: la realtà è che lei è la più grande di tre fratelli ed è quella che capisce e parla meglio l’italiano. Queste sue “caratteristiche” fanno sì che i genitori la utilizzino per qualsiasi incombenza burocratica e non: dall’andare in questura e in banca fino a recarsi ai colloqui con gli insegnanti dei suoi fratelli. Non solo, L. viene coinvolta anche dalla famiglia “allargata”: accompagna in sala parto due cugine, fa da interprete all’anagrafe e/o all’agenzia delle entrate per cugini e zii. L., inoltre, per aiutare la famiglia, nel fine settimana, lavora anche in una pasticceria del centro. Tutto ciò, senza che i genitori s’interessino alla sua vita: andamento scolastico, amicizie, amori. La referente spiega, quindi, la situazione di L. ad alcuni dei suoi insegnanti più sensibili e, subito, il loro atteggiamento si modifica: i docenti, anzi, cercano di darle una mano e, infatti, la ragazza riesce a conseguire il diploma. Il caso di L., tuttavia, non è isolato, anzi: la scuola, spesso, è soltanto uno dei tanti impegni dei ragazzi cinesi, obbligati dalle famiglie a coadiuvare genitori, fratelli e parenti vari nelle attività e nelle incombenze più diverse, lavorative, burocratiche, ecc.
Ciò costringe a considerare la profonda differenza tra l’investimento o l’utilizzo dei figli che caratterizza ogni nucleo familiare. Poter comprendere sin dall’inizio del percorso scolastico queste diverse caratterizzazioni può essere estremamente utile.

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