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Minori Non Accompagnati- Progetto sperimentale

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Minori Non Accompagnati- Un progetto sperimentale

di Marco Bajardi


Come noto, l’applicazione della m.a.p. con sospensione del procedimento penale è stata introdotta ormai da più di venti anni. Nell’ambito della competenza giurisdizionale della Procura della Repubblica per i minorenni e del Tribunale per i minorenni di Torino, negli ultimi tempi, i minori segnalati per la commissione di reati, arrestati, fermati o accompagnati in C.P.A. a disposizione delle Autorità minorili, si suddividono in  circa il 50% di appartenenti agli italiani ed il 50% di  appartenenti ai minori stranieri .
Ci sembra opportuno ribadire, anche a rischio di ulteriori ripetizioni, che nel caso specifico della sospensione del processo penale con ammissione alla m.a..p. di un minore straniero autore di reati, ci si trova realisticamente di fronte a maggiori problemi e a rilevanti complicanze operative rispetto ai casi dei minori italiani. Infatti, nell’intento di adottare nei confronti degli stranieri gli stessi profili trattamentali degli italiani volti al perseguimento di analoghi obiettivi di pieno recupero educativo, maturativo e riabilitativo, ci si trova di fronte a gravi carenze su cui far leva. Mancano di certo alcuni punti di forza su cui poter far leva come, ad esempio, mancano i contatti diretti con i loro genitori nel caso di minori non accompagnati, non sempre ci sono operatori di madre lingua né quelli istituzionali come educatori, mediatori, psicologi… né volontari adeguatamente preparati nelle problematiche dell’immigrazione.

1 Gli obiettivi

Obiettivi generali:
1.    modellizzazione del percorso di messa alla prova dei minori stranieri
tale modellizzazione dovrà definire:
a)    quali aspetti specifici  sono sempre da prendere in carico
b)    le modalità di lavoro con le famiglie e con le comunità di origine
c)    la definizione degli indici di successo (non solo giudiziari)
d)    la messa a punto di un sistema di valutazione.
2.    Introduzione di gruppi di studio interistituzionali e interprofessionali

Obiettivi specifici:
1.    aumento del numero di map x minori stranieri
2.    aumento dei successi, non solo giudiziari, delle map
3.    coinvolgimento delle comunità di origine
4.    aumento delle nostre conoscenze e capacità di interagire con questa popolazione
5.    costituzione di volontariato specifico (es: tra gli insegnanti in pensione, ecc.)
6.    coordinamento tecnico-politico-operativo di tutte le risorse umane istituzionali e del privato sociale

2  I destinatari

1.    tutti i minori stranieri giudicati al GUP
2.    le principali associazione etniche o interculturali presenti sul territorio torinese

3  Risultati attesi:

1.    Nel 2008 il 14% degli interventi con stranieri dell’USSM ha avuto un percorso di map, Nel 2009 l’obiettivo potrebbe essere il 28%
2.    E’ costituita una rete di almeno 5 realtà che sono disposti a impegnarsi su questi percorsi
3.    L’intervento di map minori stranieri è modellizzato

4  Le risorse da attivare:

Torino è ormai una città ricca di associazioni interculturali o di migranti di una stessa provenienza. Sembrerebbe strategico, rispetto ai ragionamenti fatti prima, entrare in rapporto con queste risorse e vedere come possano essere dei partner delle messa alla prova.
Nello specifico, per quanto concerne le risorse, si potrebbero attivare ad esempio:
-    un volontariato di lingua madre e/o bilingue
-    un volontariato di ex insegnanti in pensioni che si dedichino ai minori stranieri
-    un gruppo di studio e di ricerca sulle tematiche e sulle problematiche dell’immigrazione con particolare riguardo ai minori stranieri delle diverse generazioni
-    un protocollo operativo che regolamenti il coordinamento e l’integrazione di tutte le risorse umane appartenenti agli Enti istituzionali e alle Associazioni del privato sociale, le quali  a vario titolo si occuperanno dei minori stranieri.  Ciò proprio nell’intento di garantire l’unitarietà degli interventi in considerazione della complessità e della delicatezza dei compiti svolti.

5  La conduzione del progetto

L’ipotesi è la creazione di un gruppo di lavoro composto da Tribunale, Procura, USSM che ridefinisca  il progetto, stabilisca le modalità precise, monitorizzi il percorso

6  Le fasi del progetto:

I° fase:  maggio – luglio 2009:
-    incontri con Procura e USSM per avere una adesione, mettere a punto le ipotesi, definire con precisione gli aspetti della sperimentazione.
-    Costituzione del gruppo di lavoro e definizione operativa del progetto
-    mappatura delle risorse utilizzabili
-    definizione degli strumenti di monitoraggio e valutazione

II° fase  settembre – dicembre 2009:
-    avvio della sperimentazione
-    a dicembre seminario tra Tribunale, Procura, USSM di valutazione del primo percorso

III° fase gennaio 2010 – luglio 2010
-    conclusione della sperimentazione e seminario conclusivo per metter a regime le modalità che si sono validate come positive

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