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Il Progetto NOMIS

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Il progetto N.o.mi.s.

Nuove Opportunità Minori Stranieri

N.o.mi.s. è un progetto di innovazione sociale in cui la Compagnia di San Paolo si sta sperimentando ed è da tempo impegnata con un approccio proattivo e sinergico.

Il progetto è espressione di un percorso che ha preso avvio da un’analisi delle problematiche emergenti sotto il profilo delle caratteristiche della devianza dei minori immigrati e delle problematiche del processo penale.

Risale al 2000 l’analisi riguardante l’esistenza nel sistema penale minorile di un percorso differenziato, conosciuto come doppio binario, che riguarda i minori stranieri non accompagnati (1) , cioè quei minori che si trovano sul territorio italiano senza familiari di riferimento. Tale percorso conduce questa categoria di minori a subire misure più punitive rispetto ai coetanei italiani.
Le disposizioni in materia di procedura penale (2)  prevedono diverse misure cautelari per i minori che si imbattono nella giustizia: la Custodia Cautelare (Art.23), il Collocamento in comunità (Art.22), la Permanenza in casa (Art.21), le Prescrizioni (Art.20).
Nella consueta applicazione della normativa gli organi giudiziari privilegiano l’adozione delle misure di Permanenza in casa e Prescrizioni, più blande, e cercano invece di limitare al minimo l’utilizzo della Custodia Cautelare (Carcere Minorile) e del Collocamento in Comunità, poiché provvedimenti restrittivi che mal si adattano ad un percorso di rieducazione del minore. Se ciò è vero per i minori italiani, il giudice si trova spesso nell’impossibilità di assegnare le stesse misure ai minori stranieri non accompagnati, senza famiglia e senza fissa dimora, per ciò si vede costretto a ricorrere al carcere o al collocamento in comunità affinché vi sia una certa garanzia che il minore segua le prescrizioni assegnate.
È questo il doppio binario che innesca un circolo vizioso per il minore (primo fermo\arresto, collocamento in comunità, allontanamento volontario, secondo fermo\arresto, custodia cautelare), da cui ha forte difficoltà ad affrancarsi.

Il progetto N.o.mi.s. tenta di dare una risposta a questo problema, rendendo possibili anche per i minori non accompagnati una presa in carico diversa dal collocamento in comunità o dal carcere.
L’idea su cui il progetto fonda la propria azione è l’esistenza di un patto simbolico che ha comunque un forte valore motivazionale, e l’idea che sia necessario lavorare sul concetto di resilienza, centrato sull’impegno a lavorare per il potenziamento dei fattori di protezione dai rischi di devianza.

Si è costituito un gruppo di lavoro in Compagnia di San Paolo composto dai soggetti che nel territorio torinese, con ruoli diversi, si occupano di minori e che condividendo i principi basilari della Compagnia, hanno creduto e sostenuto l’esigenza di definire un progetto di azione sociale sperimentale sul tema della presa in carico dei minori stranieri nel circuito penale.

L’obiettivo di fondo del progetto è costruire la possibilità di una presa in carico congiunta e un percorso ricco di opportunità: abitazione, formazione, inserimento al lavoro, sostegno psicologico, attività sportive e artistiche, contatti con la famiglia.
Facevano parte del gruppo di lavoro iniziale oltre a diversi componenti della Compagnia San Paolo, il Tribunale per i minorenni di Torino, il Centro Giustizia Minorile nella sua diversa composizione (Centro di Prima Accoglienza, Ufficio dei Servizi Sociali del Ministero, Servizio Tecnico), la Procura di Torino, il Comune di Torino.

A questi soggetti “istituzionali” si affiancano molti atri soggetti appartenenti al terzo settore che progettano e compiono azioni in N.o.mi.s.
Accanto al principale obiettivo di N.o.mi.s., rompere la logica del doppio binario, è possibile indicarne anche altri di ordine più generale.  Il progetto costituisce un modo per rafforzare le relazioni tra i soggetti presenti sul territorio che lavorano con i minori stranieri non accompagnati, aumentando le occasioni di scambio, confronto e collaborazione. Da tale rafforzamento dovrebbe derivare una maggiore capacità della comunità di intervenire efficacemente sui problemi dei minori. Ulteriore obiettivo riguarda la presenza dei minori sul territorio in generale: attraverso un incremento di azioni di prevenzione e di accompagnamento, si cerca di migliorare la capacità degli operatori della rete di intercettare i minori prima che rimangano intrappolati nelle maglie della giustizia.

Per questo molte azioni di N.o.mi.s. non riguardano solo i minori già entrati nel circuito penale.

Questi gli obiettivi che hanno ispirato la Compagnia ad investire in un progetto come N.o.mi.s. e che continuano a fare da sfondo alle azioni del progetto, ma che si sono evoluti in nuove articolazioni alla luce dei cambiamenti che lo scenario locale, quello italiano e quello internazionale hanno prodotto.

L’entrata nell’Unione Europea della Romania nel 2007 ha portato ad un forte calo della presenza di minori rumeni non accompagnati, mentre le presenze di minori di seconda generazione o generazione 1.5 (3)  è fortemente aumentata sul territorio e mostra delle problematiche legate alla devianza.

Altro fattore che porta a ripensare le attività del progetto è l’accordo bilaterale tra il governo italiano e quello rumeno firmato il 9 Giugno 2008 sulla cooperazione per la protezione dei minori rumeni non accompagnati o in difficoltà presenti sul territorio a cui è seguita una Direttiva del Ministero dell’Interno del 20 Gennaio 2009 sulla gestione dei minori rumeni non accompagnati o in difficoltà presenti sul territorio italiano, con lo scopo di assicurare una gestione efficiente e favorire il rapido rientro dei minori rumeni nel loro paese, lasciano poco spazio per la costruzione di “patti” di integrazione con i minori.

La legge n. 94 del 2009 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” apre un nuovo scenario per coloro che ogni giorno lavorano con i minori stranieri.

A livello locale si è diversificata la presenza dei minori non accompagnati all’interno del circuito deviante rispetto alla nazionalità, con una presenza sempre più significativa di minori provenienti dal Senegal, ma anche da altre aree dell’Africa.
Ciò porta gli attori coinvolti in N.o.mi.s. a modificare le azioni da compiere, rispondendo a nuovi bisogni e favorendo l’evoluzione del progetto.

I destinatari del progetto N.o.mi.s. – I MINORI -

Il progetto si rivolge a minori non completamente compromessi da attività di natura criminale e che rivelano una certa disponibilità a cambiare il loro stile di vita o sono comunque propensi ad una collaborazione.
È possibile distinguere alcune categorie dei destinatari del progetto:

•    Minori stranieri senza famiglia e/o fissa dimora fermati e/o arrestati dalla polizia, con ordinanza del giudice a loro carico;

•    Minori stranieri senza famiglia e/o fissa dimora che non hanno carichi penali pendenti;

•    Minori stranieri, con situazioni familiari incerte che passano molto tempo in strada e/o vivono in situazioni di disagio o di rischio;

•    Minori stranieri presenti sul territorio con famiglia che hanno a carico un’ordinanza del giudice,

•    Minori stranieri presenti sul territorio con famiglia che vivono situazioni di disagio.

All’inizio del progetto l’azione è stata maggiormente incentrata verso la prima categoria di minori, ma i cambiamenti naturali sul territorio e interni al progetto hanno portato nel tempo a condurre attività che coinvolgono anche minori con caratteristiche differenti.
Molta attenzione oggi è rivolta ad azioni diversificate rispetto al genere, in modo particolare alle attività messe in campo dai servizi a bassa soglia.

Un’altra macro-categoria sono i gruppi di strada con cui si lavora, sempre di più gruppi misti rispetto la provenienza.
Le famiglie sono sempre di più una parte a cui il progetto rivolge la propria attenzione.
Inoltre il territorio, la cittadinanza (intesa come costituzione di rete e di relazioni positive rispetto al vivere insieme lo stesso territorio) sono destinatari indiretti del progetto N.o.mi.s.

Per maggiori informazioni sul progetto, i partner che partecipano alle azioni, è online il sito.

(1) Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 9 Dicembre 1999 n. 535, Art.1, comma 2 : Per minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato…s’intende il minore non avente cittadinanza italiana o di altri stati dell’Unione Europea, che non avendo presentato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti dell’ordinamento italiano.
(2) Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n.448 del 1998.
(3) La definizione di generazione 1.5 (uno e mezzo) è stata applicata da Rumbaut nel 1994 per indicare una condizione di vita sospesa tra riferimenti diversi, a metà strada fra il contesto di origine e il luogo di accoglienza. Gli adolescenti ricongiunti hanno vissuto in prima persona il viaggio di migrazione, hanno sperimentato la frattura fra il “prima” e il “dopo” nella loro storia; portano con sé memoria e nostalgie, come i loro genitori, ma sono  anche proiettati, come i coetanei, nei progetti e nella costruzione del futuro.

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