Ri-Orientamento - punto di vista
Il punto di vista dell’insegnante - Ri-orientamento
Qualora il colloquio preliminare e i risultati dei test somministrati per effettuare la valutazione delle competenze rivelassero che quella scelta dall’alunna/o di nazionalità non italiana e/o dalla sua famiglia non è la strada più adatta alle sue potenzialità, capacità, aspirazioni, appare necessario convocare l’alunno/a e la sua famiglia per illustrare loro la situazione. Il colloquio deve avere l’obiettivo di ri-orientare l’alunno/a, onde evitare che egli/ella rinunci a seguire un percorso di istruzione o di formazione.
A questo scopo – se l’alunno/a non ha ancora compiuto sedici anni – è necessario far presente alla famiglia l’esistenza di una norma sull’obbligo scolastico. Il docente orientatore e il docente referente per gli alunni stranieri possono seguire sostanzialmente tre strade:
1. qualora l’alunno/a abbia dimostrato chiaramente attitudine per un percorso scolastico ben specifico (es. grafico/artistico, informatica, ecc.), è consigliabile contattare, con la famiglia, l’istituto interessato e fissare un appuntamento con il docente orientatore dello stesso;
2. se il/la ragazzo/a ha mostrato maggiore predisposizione per l’attività pratica e una scarsa attitudine allo studio, è opportuno indirizzarlo alla F.P. (Formazione Professionale), fornendogli/le il contatto del responsabile dell’orientamento dell’Agenzia Formativa individuata come quella più adatta per le opportunità formative proposte;
3. il/la ragazzo/a di nazionalità non italiana potrebbe non avere affatto le idee chiare sul proprio futuro e, d’altro canto, colloquio e test d’ingresso potrebbero non aver fornito risultati chiari e unilaterali: in questo caso risulta opportuno indirizzare il/la giovane al COSP.






















