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Ricordando il Porrajmos dei Rom

Segnaliamo l’iniziativa organizzata dall’Associazione IDEA ROM Onlus in occasione del Giorno della Memoria, per ricordare il Porrajmos dei Rom: dall’Olocausto dimenticato all’attuale negazione dei diritti.

La manifestazione, che si svolgerà domenica 26 gennaio presso la sala Gabriella Poli - Centro Studi Sereno Regis, in via Garibaldi 13 a Torino, prevede la prima assoluta del film:

“La Valle dei Sospiri”/ “Valea Plângerii”

Film-documentario per ricordare l’Olocausto Rom , (Romania, 2013, 56′), regia di Mihai Andrei Leaha, Iulia Hossu, Andrei Crisan.

Un film-documentario sul Porrajmos raccontato dai Rom sopravvissuti alle deportazioni in Transnistria.

Proiezioni ore 15.30 e ore 18.00 (ingresso libero)

Alle ore 17.00, tra le due proiezioni, avrà luogo un momento di dibattito pubblico per ricordare il Porrajmos di Rom e Sinti e riflettere sull’attualità dell’antiziganismo in Italia.

Parteciperanno: Marco Buttino (Università di Torino), Lorenzo Trucco (Presidente ASGI), Vesna Vuletic (Presidente di “Idea Rom Onlus”) e Moni Ovadia con un intervento in video. Conduce Cecilia Rubiolo (Università di Torino).

Il film, premiato con il Best Image Award Astra Film Festival 2013 di Sibiu (Romania), descrive le atrocità commesse nel periodo fra il 1943 e il 1945, quando 25.000 Rom romeni furono deportati in Transnistria – regione compresa tra i fiumi Nistru e Bug – dal regime fascista del Maresciallo Ion Antonescu . Metà di loro sono morti quasi subito per fame, freddo o morte violenta. Oggi i pochi sopravvissuti, che all’epoca erano bambini, raccontano quei terribili eventi. Il film vuole ricostruire il cammino, i luoghi e le tragiche vicende dell’Olocausto Rom. “La valle dei sospiri” è un luogo tristemente noto, un luogo dove le autorità romene hanno deprivato i Rom deportati di tutto ciò che possedevano e li hanno costretti morire a cielo aperto, nudi ed affamati. A 70 anni da quegli eventi, il film cerca di ricostruire cinematograficamente il paesaggio così come appare oggi. Le inquadrature di campi, fiumi e vecchie fattorie dei villaggi della deportazione sono piene delle memorie e delle emozioni dei Rom sopravvissuti. Le storie raccontate dai Rom, accompagnate da interviste ad alcuni membri dell’attuale comunità ucraina della Transnistria, trasformano un’area oggi apparentemente insignificante in un luogo antropologico di memorie, lacrime e sospiri. I membri della comunità ucraina ricostruiscono il paesaggio così come appariva all’epoca dell’Olocausto, ricordando e raccontando con tristezza e compassione la loro relazione con i Rom deportati dal regime di Antonescu. Rappresentare cinematograficamente il paesaggio attuale, dove in passato sono avvenuti questi tragici eventi storici, permette allo spettatore di immaginarsi e sentire il paesaggio così come appariva 70 anni fa.

La storia non è un tempo, ma un luogo e una memoria.

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